lunedì 14 marzo 2016

L'UNIVERSO (Questo Sconosciuto)

                                                                  
                                                      L'OROLOGIAIO    

Una piccola bottega nascosta fra i vicoli del centro storico; e' il rifugio di Karl che fa l'orologiaio da quando era ragazzo; spiando gli accurati e delicati interventi del padre egli ha gradulamente acquisito la pazienza e la precisione per quel lavoro e con passione crescente ha proseguito lungo quella strada che ora gli consente una misera sopravvivenza. Entrare in quel laboratorio e' come fare un salto nel tempo. Decine di ticchettii diversi sembrano disorientare chiunque, tranne lui, gia' assuefatto a quel rumore ma non per questo meno distante dalla realta' esterna.
     Dietro il suo banchetto Karl e' uno scienziato obsoleto, un pignolo idealista, un regista del tempo a cui ogni giornata riserva immaginazioni nuove.
     Quel giorno s'introduce deciso il proprietario del locale. Dal giornale che porta sotto il braccio spuntano i titoli cubitali della morte di J. F. Kennedy. Con fare minaccioso invita l'orologiaio al pagamento delle otto mensilita' arretrate. Karl e' calmo, sorride quasi. Fissa per bene il suo interlocutore e lo rasssicura che a breve termine sara' in grado di far fronte alle sue reponsabilita'.     Questa volta pero' le cose sono diverse. Il proprietario non e' piu' disposto a soprassedere quindi gli consegna un avviso di sfratto ed abbandona il negozietto sbattendo la porta.
     L'orologiaio Karl, 42 anni ad agosto, e' immobile con lo sguardo fisso sul campanellino appeso alla porta d'ingresso, che ancora oscilla per la violenta uscita del padrone.
     E' sera, la chiave gira nella toppa della porta di casa, Karl entra in silenzio preoccupandosi di non disturbare la sorella che vive con lui. Un rito oramai consolidato, la cena fredda nel forno ed un bicchiere di vino. Isabel appare all'improvviso sulla porta con gli occhi infastiditi dalla luce, lo saluta e prosegue oltre. Squilla il telefono, Karl risponde e saluta il sig. Braun, un vecchio aristocratico a cui provvede per la manutenzione di sette orologi a pendolo antichi. Fissano un appuntamento per il giorno dopo e con il volto evidentemente preoccupato riattacca la cornetta.
     La notte scorre lenta e nel suo letto l'orologiaio e' turbato dall'idea di dover chiudere baracca e burattini e cercarsi qualcos'altro da fare.
     Il cancello della sontuosa villa di Mr. Braun si apre; Karl percorre il viale d'ingresso; Mr. Braun e' un ex ambasciatore tedesco in pensione ed ama trascorrere il suo tempo immerso nella lettura di testi scientifici e filosofici, distratto di tanto in tanto dai rintocchi dei suoi preziosi orologi.
     Nelle visite periodiche egli e Karl si abbandonano a lunghe discussioni che hanno per oggetto il tempo nelle sue svariate dimensioni.
     Karl e' intento alla regolazione dei bilancieri di uno splendido orologio francese del '700 e confida il suo problema a Mr. Braun che lo ascolta con attenzione. Dall'alto della sua esperienza e cultura egli rassicura l'orologiaio tentando di condurlo in una visione piu' ampia e distaccata del contesto cui appartiene, che lo aiuterebbe non poco a superare i problemi legati alla realta' della vita terrena. Karl quella dimensione la conosce bene ma e' consapevole delle sue limitate possibilita' rispetto alle leggi che regolano il grande meccanismo dell'orologio universale. Egli si sente pressapoco una microscopica vite in quel gigantesco apparato di rotelle dentate, bilancieri, rubini e molle in tensione. Il suo inarrestabile movimento e' il tempo cosmico a cui lui non puo' sottrarsi, anche se svolge una fra le piu' insignificanti funzioni. Spiega che con tutto il suo sforzo non si sente in grado di bloccare quel movimento continuo e costante e che deve necessariamente sottostare alle sue leggi se vuole rivestire il suo piccolo ruolo. Mr. Braun conviene con lui e aggiunge che la sua funzione, seppur apparentemente insignificante e' importante a tener saldo l'intero quadro che muove le lancette del tempo e della vita. Terminato il lavoro si salutano. Mr. Braun gli promette un interessamento personale per il suo problema. Karl lo ringrazia e percorre il viale contornato da fiori e piante rare, verso l'uscita.
     In quel mentre un auto s'introduce nella villa e Karl si scansa per cederle il passo. La donna alla guida lo fissa con gli smeraldi che ha al posto degli occhi. Lui resta qualche istante impietrito poi prosegue per la sua strada.
     Giunto dinnanzi alla piccola bottega solleva la saracinesca, entra ed avverte un'anomalia. Il ticchettio dei suoi orologi e' diverso, meno intenso. Da uno sguardo intorno si rende conto che molti di loro sono fermi, ognuno su un orario diverso. Si appresta in fretta, quasi posseduto da un maniacale senso del dovere, alla ricarica degli stessi ma si blocca e rinuncia improvvisamente a quell'azione tanto consueta, pensando che non avrebbe avuto piu' senso. Si volta di spalle, esce e richiude tutto.
     Nell'ampio salone di Mr. Braun l'affascinante donna dai capelli biondi e' attratta dall'orologio appena richiuso da Karl e si complimenta con l'ambasciatore per l'impeccabile gusto. Poi provvede alla consegna di una cartella che contiene documenti e raccomanda Mr. Braun di esaminarla per bene. Il vecchio la rassicura e chiede se per caso fossse anche lei una collezionista di orologi. La donna risponde di no, ma aggiunge che provvede alla ricarica di quello che Braun conosce bene, appeso alla parete dell'ambasciata e che ne possiede uno in casa propria. Si salutano cordialmente e Mr. Braun resta sull'uscio della sua abitazione ad osservare l'auto della donna che imbocca l'uscita del viale. Rientra e si accomoda per consultare il fascicolo appena consegnatogli dalla sig.ra Zikermannn. Un fitto resoconto sui recenti sviluppi conseguiti nello studio della dimensione spazio temporale, argomento particolarmente caro al vecchio Braun. 
Miss. Zikermann lavora presso la stessa ambasciata in cui Braun era console e provvede periodicamente a tenerlo informato sugli aggiornamenti raggiunti dalla comunita' scientifica della propria nazione, sfruttando le vie privilegiate della sede operativa ove presta servizio. 
     La tragedia del nazismo creo' un vuoto negli approfondimenti e nella diffusione delle informazioni relative a quell'argomento; la bomba atomica fu l'invenzione caldeggiata suo malgrado dal grande Einstein, perche' convinto che Hitler fosse vicino alla sua realizzazione. Braun piu' volte ebbe la sensazione che Einstein fosse nel giusto supponendo che il dittatore avesse a disposizione tutti gli ingredienti necessari alla realizzazione di una bomba nucleare, anche se non vi riusci'; ma soprattutto egli era convinto che le informazioni scientifiche esportate negli Stati Uniti, unite agli enormi investimenti che questi stanziarono a favore della ricerca, diedero risultati sorprendenti ben oltre la creazione della bomba e mai rivelati per ragioni strategiche militari. Braun era convinto che nei due anni precedenti, i primi esseri umani a sondare lo spazio, avessero scoperto verita'circa cio' che esiste al di la' della stratosfera, non divulgate alla massa.
     Assorto nei suoi pensieri, calciando tappi di bottiglie lungo la strada, Karl torna a casa. Gli schiamazzi di alcuni bambini che si dondolano sulle altalene del parco lo richiamano alla realta'. Si ferma ad osservare le loro oscillazioni sotto i raggi rossastri della luce del sole volta al tramonto.       Pendoli di orologi viventi senza necessita' di ricarica. 
    Un'altra sigaretta, di fronte al grande orologio a pendolo di casa. Anche lui ne possiede uno e di grande fattura. Venderlo per trovare i soldi; Mr Braun sarebbe sicuramente disponibile per arricchire la sua collezione ma no ............forse non era ancora in uno stato tale da ricorrere a scelte cosi' estreme. Isabel e' intenta a farsi bella per un'appuntamento galante. Non correva buon sangue fra Karl e quell'uomo che non vedeva l'ora di sfrattarlo per vivere con la sorella. Tutto gli  sembrava giocare contro. Isabel lo consola con fare materno, lo bacia ed esce di casa. 
     Sono trascorsi quattro giorni e Karl rassegnato e' intento all'imballo della merce contenuta nel suo negozio. Bussano alla porta due individui ben vestiti; apre circospetto e chiede loro come possa servirli. I due si qualificano come agenti della CIA, mostrandogli le proprie tessere di riconoscimento. Karl rimane sbalordito, non sa cosa pensare, il proprietario della bottega, il futuro cognato, o qualche creditore davvero incazzato. Uno degli agenti, il piu' alto, lo tranquillizza e gli chiede se fosse disposto a collaborare con loro per un indagine in corso da diverso tempo su Mr. Braun. L'uomo e' sospettato di essere un ex colonnello asservito al regime nazista ed il piu' basso gli porge una foto in cui indossa una divisa delle SS. Molto piu' giovane di quanto sia ora, le caratteristiche somatiche coincidono ma nulla dimostra che le due persone siano le stesse. L'agente spiega che dopo la seconda guerra mondiale quell'uomo avrebbe cambiato la sua identita' e lavorato ufficialmente per la sua nazione sotto mentite spoglie; la rete degli ex nazisti scampati alla giustizia e rintracciati dai servizi segreti americani indicherebbero in quella persona lo spietato Colonnello Shulz, autore di numerose esecuzioni ed efferati delitti contro i civili durante il periodo dell'occupazione.  Karl tace, gelato da tale rivelazione. Dopo un istante di perplessita', balbettando si difende assicurando che i suoi rapporti col sig. Braun o Shulz erano stati esclusivamente di lavoro per via degli orologi che provvedeva a riparare e che forse loro erano in errore a valutare quella persona come un pericoloso assassino poiche' dalle lunghe conversazioni avute con lui nulla  mai era emerso che potesse insospettirlo circa la sua vera identita'.
     L'agente alto gli si avvicina e gli dice con fare minaccioso che loro sono li per avere solo la sua collaborazione e non giudizi personali. Il basso estrae da una piccola custodia una microspia e chiede a Karl di sistemarla per bene in uno dei suoi preziosi orologi. Quello alto estrae dalla tasca una mazzetta di dollari promettendone altrettanti a lavoro compiuto. Inoltre, se tutto fosse andato a buon fine, Karl avrebbe potuto lavorare per loro, risolvendo definitivamente i suoi problemi economici. Di fronte a quella somma Karl resta immobile ed incalza chiedendo loro come sapessero delle sue difficolta' economiche e del fatto che lavorava per Mr. Braun e degli orologi  e............. l'agente alto lo blocca e lo invita a non fare altre domande diffidandolo a tenere la bocca chiusa su quanto era venuto a conoscenza, quindi si dileguano oltre la porta di vetro.
     Karl si accascia come un peso morto sulla sedia fissando le banconote. Fra gli orologi esposti ed imballati, solo uno ormai continua la sua corsa , ancora per poco. 
     Da un cinema del centro Isabel e Miguel escono sorridenti. Pochi minuti per raggiungere il portone di casa. Si baciano e l'eccitazione di entrambi appanna subito i vetri dell'auto. Isabel si scusa per non avere la possibilita' di invitarlo in casa e subito Miguel affronta il discorso che riguarda il loro futuro. Le dice che non c'e' altro tempo da perdere e che e' necessaria una soluzione perche' il loro amore possa esprimersi al meglio. Quindi chiede informazioni sul fratello Karl e sulle concrete possibilita' che egli abbandoni l'abitazione per far spazio a lui. Aggiunge che sarebbe disposto ad aiutarlo per i primi tempi e che lei deve trovare il coraggio di affrontare il discorso con Karl quella sera stessa. Un rumore di passi echeggia nella strada umida. Isabel scruta la sagoma di un uomo nella penombra poi invita Miguel a tacere poiche' quella persona e' proprio il fratello che si avvicina al portone; e' lui, apre ed entra incurante dell'auto in cui Miguel ed Isabel stazionano. Lei porge l'ultimo bacio al suo uomo e raggiunge il fratello, cercando il coraggio di impostare l'argomento con delicatezza.
     Karl e' gia' al tavolo a consumare una cena che il suo stomaco non gradisce. Isabel fa un respiro profondo, entra in casa e lo saluta con affetto. Lui quasi non si accorge della sua presenza. Lei chiede cosa avesse per quella scarsa considerazione ricevuta ma Karl le consiglia di non prestare attenzione al suo stato d'animo. Isabel nota l'involucro che contiene la microspia sul tavolo,si avvicina per prenderlo. Sembra un contenitore per anelli. Karl si scaglia veloce e lo afferra per primo affermando che effettivamente e' un anello. La sorella capisce che quella non e' proprio la serata adatta per discutere su cio'che aveva in mente, quindi abbandona il campo. Karl si appresta a trascorrere una notte insonne fra i mille pensieri che l'angustiano.
     E' una splendida mattina e la sig.ra Helen Zikermannn esce dalla sua abitazione per raggiungere come di consueto il suo posto di lavoro. Una telefonata di Mr. Braun la raggiunge. Egli chiede spiegazioni circa la mancanza di alcune pagine dal fascicolo ricevuto qualche giorno prima. Helen ribatte di essere sicura di aver consegnato l'intero faldone e che proprio non capisce come cio' possa essere avvenuto. Rassicura l'uomo sul suo interessamento a fargli riavere cio' che misteriosamente e' scomparso ed annota gli esatti riferimenti dei documenti mancanti. Un compendio dello scienziato neozelandese Roy Kerr sulla possibilita' di viaggiare nel tempo.
     Frattanto Karl sta concludendo l'imballaggio dei suoi oggetti alla bottega. Il suo pensiero e' fisso sul sig. Braun. Lo chiama. Con voce esitante gli chiede se fosse interessato ad acquistare il suo orologio antico per arricchire la sua collezione. Braun gli fissa un appuntamento per il pomeriggio. Karl chiude in fretta la bottega e corre in casa a sistemare la microspia nel suo orologio. 
     Come d'accordo egli si presenta nel tardo pomeriggio presso l'abitazione del vecchio. Il grande pacco che sorregge contiene l'oggetto prezioso. Lo depone con cura sul tavolino del salotto e lo scarta delicatamente. Braun svela l'ansia infantile propria dei collezionisti che fremono per il possesso degli oggetti da loro bramati. E' eccitato e le sue mani tremano sfiorando il raro orologio. Felice per il suo nuovo acquisto che ornera' la gia' esclusiva dimora, Braun chiede a Karl l'ammontare che gli deve corrispondere. Squilla il citofono. Helen Zikermann con solerzia varca la soglia di casa Braun e meravigliata della presenza di Karl  fa un passo indietro e si scusa per l'invadenza. Braun la invita ad entrare e le presenta il caro Karl, riparatore nonche' grande esperto di orologi. Helen si dichiara felice di conoscerlo e promette che lui sara' il prossimo a cui si rivolgera' per la manutenzione del grande orologio installato all'ambasciata. Poi si rivolge a Braun e gli consegna i documenti mancanti; l'uomo esprime la sua soddisfazione ed accenna a Karl ed Helen il tema delle sue ricerche. Spiega loro che gli orologi da lui posseduti non sono semplici oggetti da collezione ma veri e propri simboli che fungono da intermediari fra la realta' terrestre e quella spaziale. Il pendolo, nel punto piu' estremo della sua corsa, vive un istante di liberta' infinita. Un istante che rappresenta insieme passato presente e futuro, che contiene magicamente il segreto del tutto, che racchiude l'unita' cosmica universale. Cercare il significato di quell'attimo equivale pressapoco alla ricerca di Dio per i cristiani, di Allah per gli islamici, di Buddha per i buddisti e di ogni altro venerabile di qualsiasi religione. Braun sembra in stato di trance quasi come vivesse un rito voodoo di fronte al suo totem personale: il pendolo. Karl lancia uno sguardo all'orologio appena ceduto. Helen ascolta estasiata. Braun continua affermando che quello e' un attimo di creazione e distruzione e che la vita e' ricca di momenti simili capaci di schiudere orizzonti infiniti agli esseri umani. Conclude che lo scopo della sua attuale breve esistenza e' la ricerca dell' anello mancante alla chiusura di quel magico cerchio; obiettivo presuntuoso, ma non esclude la possibilita' che la sintesi di quell'istante sia contenuta nello schiocco delle sue dita. 
     Helen applaude con vigore e trascina con se l'ammirazione di Karl che si unisce a lei. Poi cordialmente si congedano. Karl visibilmente attratto dal fascino di Helen avanza goffamente una proposta di incontro e la donna cinicamente gli risponde che dovra' attendere almeno il prossimo guasto dell'orologio presso l'ambasciata.
     A casa Karl decide di trascrivere su un quaderno cio' che sta accadendo senza trascurare nulla. Non era possibile che un uomo di tale grandezza morale e culturale avesse preso parte al piu' atroce dei delitti umanitari: l'olocausto. Con dovizia di particolari annota l'incontro avuto con gli agenti della CIA sino alla microspia installata nell'orologio e il denaro ricevuto. In quell'istante Isabel entra in casa e lo raggiunge nella sua stanza. Karl velocemente nasconde il quaderno e si finge indaffarato in qualche faccenda. La donna introduce l'argomento; spiega al fratello che lei e Miguel hanno deciso di unirsi e che presto lui l'avrebbe raggiunta. Karl non e' d'accordo. Sostiene che non fara' nulla per agevolare la loro convivenza, soprattutto se dovra' sentirsi costretto ad abbandonare quell'abitazione. Aggiunge che lei e' libera di unirsi a lui in qualsiasi luogo del mondo escluso quel posto e conclude che quell'uomo non e' una persona affidabile. Quindi si allontana da lei. 
     Isabel dispiaciuta si isola e Karl riprende ad annotare sul suo quaderno le prossime iniziative da intraprendere per approfondire il mistero del vecchio Braun. Indirizza lo sguardo sulla parete per controllare l'ora ma l'orologio a pendolo l'ha venduto. Guarda l'orologio da polso ma e' fermo. Lo slaccia  per ricaricarlo. Nulla da fare, l'orologio e' rotto. Deve essere stata la collisione con la lampada al neon del laboratorio, quando, durante le operazioni di imballaggio, Karl l'ha accidentalmente urtata provocandone la rottura. 
E' notte fonda e la lampada da studio illumina i delicati meccanismi che Karl e' intento a riparare. Una pausa per un'altra sigaretta. Estrae l'accendino d'oro, ricordo del padre defunto. Anch'esso si rifiuta di collaborare ma e' solo terminato il gas. Provvede alla ricarica, accende l'agognata sigaretta e torna a immergersi fra i microingranaggi dell'orologio. Nessun danno apparente, ogni cosa e' al suo posto, l'orologio riparte sotto la sollecitazione di Karl; il bilanciere oscilla veloce. Quel movimento tanto familiare gli appare in una veste inedita; la luce della lampada puntata sull'orologio produce una luminescenza accentuata a tal punto da apparire agli occhi dell'orologiaio quasi come irreale, non terrestre. 
Karl e' estasiato da quella visione ingrandita dalla lente monoculare. E' molto stanco e si addormenta piegato sulla scrivania. Il mattino presto il telefono lo sveglia di soprassalto. L'agente della CIA gli fissa un appuntamento di li' a un ora al parco. 
     I bambini si lasciano cullare dal dondolio delle altalene. Karl beve un sorso d'acqua dalla fontanella, alza lo sguardo e vede l'agente basso che gli va incontro. Gli consegna la parte rimanente e lo mette in guardia sul rispetto dei patti. Non gli lascia il tempo di replicare, gli dice che lo terranno informato su possibili nuovi lavori da sbrigare e va via in fretta. Karl e' sempre piu' confuso, agitato; tutti quei soldi in tasca; si sente in colpa con Mr. Braun per averlo tradito ma del resto ha solo ubbidito a uomini di legge. Ma quale legge ? La legge non paga compensi per collaborazioni. Ma  quello e' il classico modo di fare degli americani, della CIA in particolare. Ricorda di aver letto qualcosa in proposito e quell'atteggiamento gli risulta familiare. Che fare ? Il vecchio Braun e' o no un criminale di guerra ? Fregarsene e pensare alla sua vita o scavare in quel dilemma rischiando di entrare in un buco nero e non uscirne piu' ? 
     Le altalene che ha di fronte rievocano ancora l'immagine della notte precedente: l'oscillazione del bilanciere che a tratti gli era parso un U.F.O. per la speciale luminosita'. Un immagine vista centinaia e centinaia di volte in  precedenza e mai con quelle caratteristiche. Controlla l'orologio, funziona. Sono le 10,00. Ha deciso di andare da Braun e comunicargli quell'esperienza. Lo chiama e Braun accetta di vederlo, quindi lo raggiunge e subito gli confida l'accaduto della notte precedente. Braun e' interessato e chiede una verifica. Karl si slaccia l'orologio e ne svita il coperchietto. Chiede una lente a Braun e controlla il bilanciere sotto la luce del sole. Poi gli chiede il suo orologio da polso, ne svita il coperchietto ed analogamente controlla con la lente il bilanciere. Quindi mostra al vecchio la grande differenza di luminosita' fra i due bilancieri. Braun ammette di riscontrarla ma non sa dare una risposta immediata per giustificare quel divario. Chiede a Karl la gentilezza di lasciare li il suo orologio in modo tale che egli possa controllarlo costantemente e confrontarlo con il suo. Chiede inoltre di fare mente locale su tutto cio che e' acccaduto all'orologio; quando e perche' si e' rotto, cosa ha riparato e qualsiasi altra notizia utile che aiuti la ricostruzione dei fatti. Karl racconta l' episodio del pomeriggio precedente, quando era nella sua bottega per imballare le ultime cose, e d'improvviso una lampada al neon si e' rotta urtata dal suo braccio. Poi durante la notte, quando si e' accorto che l'orologio non funzionava l'ha aperto per ripararlo; non era rotto, solo bloccato. Braun sorride. Karl lo guarda incuriosito e gli chiede se ha una vaga idea di cosa sia accaduto. Braun lo congeda dicendogli che vuole trascorrere la notte studiando quell'enigma. Gli chiede di tornare il mattino seguente e lo saluta con garbo. 
     Quando Karl quel mattino arriva a casa di Braun la sig.ra Zikermannn lo accoglie affranta dal dolore; Braun e' morto all'alba di aneurisma all'aorta addominale. Il medico sta redigendo il referto. Karl e' preso dal panico. Quella coincidenza era davvero singolare; gli orologi da polso erano ancora li', aperti, adagiati sul tavolino. Un piccolo block notes con scarabocchi al loro fianco. Karl si accosta disinvolto ed infila tutto in tasca. Guarda l'orologio a pendolo con la microspia installata all'interno e decide di lasciare le cose come stanno. Torna a casa e consulta quegli appunti con attenzione. Formule e considerazioni sul comportamento della massa in moto uniforme. 
     Al funerale di Braun pochi intimi. Appena sotterrata la salma Helen avvicina Karl e gli chiede cosa avessero di importante quegli appunti che ha sottratto la mattina precedente. Karl ammette e racconta l'evento singolare accadutogli. Helen lo ascolta ed e' interessata a proseguire con lui la ricerca. Karl accetta, senza accennare ai sospetti della CIA sulla presunta identita' di Braun. Si danno appuntamento per quella sera e si salutano.
     Appena divisi Karl attraversa la strada ed un auto lo sfiora pericolosamente. Egli impreca contro i pirati e sparisce dietro l'angolo.
     E' sera e Karl con Helen discutono in un allegro locale del centro. Una band suona del buon jazz. Lui riassume alla donna il frutto della piccola ricerca effettuata sulle annotazioni di Braun. A quanto sembra il vecchio era sulla strada giusta indagando sulla possibilita' di tradurre il fenomeno avvenuto all'orologio in complicati calcoli matematici. Helen e' affascinata; ascolta l'uomo e lo fissa con gli occhi spalancati. La chiave dell'enigma era la luce, in particolare l'onda presente nella radiazione elettromagnetica. Questa, secondo le notizie raccolte, sarebbe in grado di convertire la materia in energia, rispettando taluni parametri, ed il bilanciere dell'orologio quanta piu' luce riceveva, tanto piu' appariva come un oggetto irreale, rivestito di una impalpabile patina argentata sospesa nell'aria. I due concludono la serata come una coppietta romantica ridendo e confidandosi storie di vita trascorsa. Si promettono un prossimo incontro e si scambiano un bacio.
     Appena in casa Helen compone un numero telefonico e comunica di essere sulla pista giusta per il compito affidatole. Chiede altro tempo e richiude senza formalita'. 
     Karl e' chino sullo scrittoio; libri aperti tutt'intorno ed un fumo diffuso nella stanza. Gli scarni appunti di Braun in primo piano. D'un tratto si alza, indossa la giacca e, favorito dal buio della notte, si reca alla villa dell'ex ambasciatore. E' vuota e gli riesce facile introdursi da una finestra del seminterrato. Raggiunge lo studio dove procede alla ricerca dei documenti che Helen periodicamente trasmetteva a Braun. Trova un folto manoscritto, lo afferra e .......... un rumore improvviso lo blocca. Voci soffocate e passi pesanti invadono il salone. Si accosta allo stipite della porta e spia nel buio su quanto sta accadendo. Tre individui sono intenti al furto dei preziosi orologi di Braun. Silenziosamente esce di casa dalla parte opposta e si dilegua.
     In casa, Isabel e' preoccupata per Karl che da piu' di un giorno e' curvo allo studio di quel manoscritto. Lo invita ad uscire, a distrarsi ma lui rifiuta. Il telefono squilla, Karl risponde e saluta Helen che lo informa sul furto avvenuto in casa Braun. Sorpreso chiede maggiori dettagli ed Helen afferma che il grande patrimonio di Braun erano gli orologi e che i malviventi erano certamente a conoscenza di quel bottino, poiche', a detta della servitu' null'altro manca all'appello. Karl pensa al suo pendolo con la microspia. Helen gli chiede se quella sera fosse disposto ad incontrarla ma lui risponde di essere occupato cosi' la saluta promettendo di richiamarla. Helen resta con la cornetta in mano pensierosa; l'atteggiamento di Karl e' stato alquanto frettoloso. Si avvicina al suo pendolo e lo manomette di proposito, poi richiama Karl e lo prega di intervenire per una riparazione al suo orologio. Egli s'impegna per la sera successiva. Si salutano ancora. Karl resta con la cornetta in mano pensieroso; quella serie di coincidenze erano una distonia che lo inquietava. Trascorre un'altra notte a studiare. Scopre con meraviglia molte conclusioni scientifiche riguardanti la massa, il tempo e lo spazio. Il tema del tempo in particolare lo avvince, avendo trascorso parte della propria vita esplorando i meccanismi che ne misurano l'entita' sulla terra e comprende bene quale sia la dimensione che lo lega allo spazio. Realizza che il bilanciere anomalo possiede la luminescenza propria dell'energia raggiante. Capisce che quell'energia e' il frutto dell'impasto fra gli atomi del gas che accidentalmente ha investito l'orologio ed i fotoni contenuti nell'onda della luce solare.
     E' l'alba quando Karl prende sonno sullo scrittoio. Si sveglia nel tardo pomeriggio ed esce di casa per il suo appuntamento. Sebbene stia percorrendo il tratto di strada che lo separa da casa di Helen a passo svelto, non puo' fare a meno di notare che qualcuno lo segue; d'un tratto viene avvicinato. E' l'agente CIA che gli fornisce un'altra microspia da piazzare in casa Zikermannn, nell'orologio. Karl non chiede come siano informati; e' chiaro che il suo telefono e' sotto controllo. Chiede all'agente quale sia l'utilita' di proseguire quell'indagine dal momento che Braun e' deceduto. L'agente lo prega di non fare domande e di eseguire i suoi ordini; un'altra mazzetta di dollari e si dissolve nel buio.
     Il dito indice preme il pulsante del citofono della sig.ra Helen Zikermannn. Karl sale le scale, Helen lo attende. Scherzando Karl chiede dove sia il malato da curare ed Helen fa strada verso il pendolo. Una sciocchezza rimediata in venti minuti, trasmittente compresa. Poi si accomodano ed Helen chiede degli sviluppi circa la sua ricerca. Karl racconta ma e' distratto dalla bellezza di Helen. Seduti su un sofa' stile fine ottocento lui si avvicina e la bacia. In pochi attimi sono nudi e fanno l'amore. Il mattino seguente Helen lo lascia dormire nudo sul tappeto e si reca al lavoro. Compone subito un numero telefonico. Al Ministero degli affari esteri a Berlino risponde un uomo che la riconosce. Lei gli comunica in fretta gli sviluppi a cui Braun era giunto e lo informa sulla recente scoperta di Karl sulle proprieta' del gas neon. L'uomo si complimenta per l'ottimo lavoro e chiude la comunicazione. Prende poi contatto con Hunziker, un grande ufficiale dell'esercito tedesco e gli riassume il rapporto di Helen. L'ufficiale e' soddisfatto ed ordina di approfondire quanto possibile ogni piccolo dettaglio.
     Karl lascia casa di Helen e torna a studiare; entra nella sua abitazione e trova Isabel in lacrime. Le chiede cosa fosse accaduto e lei risponde che Miguel era stato arrestato per il furto avvenuto in casa Braun. Gli orologi erano stati recuperati. Karl resta immobile, pensa alla microspia. Si avvicina a lei e la consola dicendole che e' stato un bene e che lui sentiva intimamente la natura perversa di quell'uomo. Isabel gli dice che una certa Helen lo aveva cercato, quindi lui la richiama. Anche lei e' venuta a conoscenza del recupero della refurtiva di Braun; Karl le spiega di essere gia' informato ed Helen incalza col sospetto che qualcosa di strano stava accadendo sin dal momento in cui Braun le denuncio' la mancanza di quei documenti che poi lei provvide a fargli riavere. Karl le fissa un appuntamento per il pomeriggio presto davanti all'ambasciata.  Col telefono sotto controllo non era prudente esporsi in merito a quell'argomento. Nel frattempo prosegue con la ricerca in corso. 
     Nel pomeriggio raggiunge Helen e passeggiando confessa che anche lui e' turbato. La morte di Braun e stata cosi' inaspettata, il furto degli orologi, i documenti misteriosamente scomparsi e poi aggiunge l'episodio dell'auto che lo sfioro' dopo il funerale. Le spiega che dagli appunti controllati ha appurato i sospetti che il vecchio stava maturando circa la possibile falsita' delle informazioni che ci giungono dai vertici del sapere. Helen chiede di quali appunti stesse parlando e Karl, per non farle sapere del suo ingresso furtivo in villa, si ripara citando il block-notes di cui lei gia' sapeva. Helen domanda se era il caso di rivolgersi alla Polizia ma Karl risponde negativamente. Aggiunge che se i sospetti di Braun sono fondati, nemmeno la Polizia sarebbe in grado di risolvere la questione. Helen non capisce, e' turbata anche lei ed improvvisamente decide di confessare di aver ricevuto l'ordine da un funzionario del Ministero degli Esteri di Berlino di indagare sugli sviluppi delle informazioni che forniva a Braun, provenienti da tre o quattro universita' tedesche. L'incarico ricevuto consisteva nel tenere d'occhio soprattutto gli studi e le conclusioni di Braun, senza pero' saperne il motivo. A quel dire Karl decide a sua volta di raccontare ad Helen cio' che gli era accaduto, dei sospetti della CIA circa la presunta identita' di Braun e persino delle trasmittenti installate negli orologi. Insieme fanno il punto della situazione. Helen non immaginava il motivo per cui dalla Germania controllavano Braun e, tanto meno di Karl, riusciva a credere che una persona di tale sensibilita' potesse aver preso parte al genocidio piu' disumano del '900. Karl sostiene che la soluzione consisteva nel provare cio' che Braun sospettava; fuori dalla stratosfera esiste una realta' differente da quella che si vive in ambito gravitazionale. Una realta' talmente rivoluzionaria da permettere persino l'immortalita' ai comuni esseri umani. 130 Km. di altezza erano la probabile differenza che mai nessuno, a parte i padroni della terra, avrebbe potuto dimostrare. Mettere in discussione tutte le conoscenze che i mezzi d'informazione avevano diffuso sino ad allora, era un compito proibito a lui, a lei e a Braun.
     Helen e' turbata, lo bacia intensamente e restano stretti per un tempo che sembra infinito. Il cigolio delle altalene, gli schiamazzi dei ragazzini che vi si cullavano spensierati ed il tramonto come un fuoco in eterno divenire, incorniciavano quel momento magico.
     Karl ed Helen si allontanano, si allontanano, si allontanano, si allontanano sino a diventare due minuscoli punti all'orizzonte.
                                                                     Mario R. Zampella






Fig. 1)  Rappresentazione domestica di un Multiverso di Livello II.

Il racconto postato in introduzione intitolato "L'Orologiaio", pone in risalto la piu' antica delle domande che l'uomo si e' posto sin dalla sua comparsa sulla terra: cosa c'e' oltre la volta celeste. Le stelle luminose col sole, la luna e gli eventi atmosferici, alimentavano il timore e la curiosita' per l'ignoto, al punto da divenire oggetti di venerazione. Oggi, all'inizio del terzo millennio, molto e' cambiato. Le scoperte sensazionali che hanno illuminato il percorso scientifico della ricerca hanno gradualmente imposto verita' incontestabili,  benche' non assolute. Infatti, molto costituisce ancora mistero, in virtu'  del fatto che ogni nuova meta raggiunta, apre inevitabilmente valanghe di nuovi interrogativi e campi di indagine. Il nostro Universo, sebbene abbia rivelato segreti inaspettati, resta ancora quasi del tutto sconosciuto, tenuto conto che e' costituito dal 70% di energia oscura e dal 25% di materia oscura, cosi' definite proprio per la loro misteriosa composizione e natura. Conosciamo il restante 5% di materia e sappiamo con una certa precisione la sua eta', che e' pari a 13,7 miliardi di anni dal Grande Bang iniziale che gli diede origine. Sappiamo che ha un raggio di circa 13,5 miliardi di anni luce e che i suoi confini sono in espansione continua. Sappiamo che le masse ivi presenti sono reciprocamente attratte a causa della deformazione prodotta dal loro peso sul tessuto spazio temporale e tante altre cose relative a tutte le micro-particelle che lo popolano. Nel 1957, un fisico statunitense, Hugh Everett, ando' oltre, proponendo una previsione di teoria secondo cui il nostro Universo non e' l'unico ad esistere. Con l'avvento della meccanica quantistica, egli sviluppo' un modello teorico per cui, in virtu' dell'ubiquita' intrinsecamente insita in ogni particella esistente, ogni decisione attuata da un essere cosciente in terra, apre sistematicamente infinite altre medesime realta' ognuna inserita nella platea di mondi  infiniti esistenti, per cui quella stessa scelta subisce sorti diverse a seconda del mondo in cui si manifesta. Era l'interpretazione a molti mondi, allora criticata e scartata dall'intera comunita' scientifica, determinando cosi' il declino intellettuale e morale di Everett che mori' in preda alla dipendenza dall'alcol. La deduzione di Everett prese spunto dal noto principio di indeterminazione formulato da Verner Heisemberg, secondo cui, l'osservazione di qualsivoglia particella per la determinazione del suo istante e della sua destinazione, e' preclusa a chiunque la effettui, essendo essa stessa parte integrante del sistema quantistico in esame. Le uniche misurazione possibili appaiono in alternativa, o il momento o il luogo, mai entrambe le incognite. Benche' qualcuno affermi che sia sufficiente riprodurre lo stato quantistico in esame come una semplice fotocopia, cosa possibile, estrapolando dall'originale l'istante e simultaneamente dalla copia, il luogo, cio' appare improbabile, in quanto ogni copia di ogni stato quantistico riprodotta, sebbene fedele all'originale,  modifica la propria fase, ovvero il tempo, inficiando in tal guisa la misura del momento dell'osservazione. Il principio di indeterminazione resta tutt'ora valido nella sua formulazione originaria.
Martedi 15 marzo 2016  h. 12.22 pm. Mario R. Zampella 


Fig. 2) Rappresentazione Figurata del Multiverso di Livello I

«Possiamo considerare lo stato attuale dell'universo come l'effetto del suo passato e la causa del suo futuro. Un intelletto che ad un determinato istante dovesse conoscere tutte le forze che mettono in moto la natura, e tutte le posizioni di tutti gli oggetti di cui la natura è composta, se questo intelletto fosse inoltre sufficientemente ampio da sottoporre questi dati ad analisi, esso racchiuderebbe in un'unica formula i movimenti dei corpi più grandi dell'universo e quelli degli atomi più piccoli; per un tale intelletto nulla sarebbe incerto ed il futuro proprio come il passato sarebbe evidente davanti ai suoi occhi. (da Essai philosophique sur les probabilités)». L'affermazione citata, di Pierre Simon Laplace, matematico e filosofo francese del '700, rende in linea precisa e intuitiva, quale sarebbe l'effetto immediato risultante da un'eventuale personale estrazione all'esterno del sistema quantistico di cui abbiamo appena accennato nel paragrafo precedente. Come detto, l'osservazione o misura, di una particella non e' mai completa. Il suo momento ed il luogo possono essere misurati alternativamente e la misurazione dell'uno esclude quella dell'altro. Viceversa, se l'osservatore cosciente fosse in grado di effettuare detta misura all'esterno del sistema quantistico di cui e' parte, egli si troverebbe in uno stato analogo a quello della particella quando quest'ultima non sia sottoposta ad alcuna osservazione, ovvero, in una sovrapposizione quantistica di stati, come Laplace, con largo anticipo sulle scoperte inerenti la meccanica quantistica, afferma nella sua citazione. La Fig. 1), Multiverso di Livello II, rappresenta le ipotetiche diramazioni (nervature bianche) entro cui trovano espansione gli universi paralleli (zone verdi) uno dei quali potrebbe essere il nostro, secondo l'interessante esposizione di Max Tegmark, fisico svedese naturalizzato negli Stati Uniti d'America. La Fig. 2) invece, propone la classica rappresentazione del nostro attuale Universo secondo le stime e le deduzioni effettuate, che misurano un'accelerazione dell'espansione nella fase piu' recente della sua storia, conferendogli una caratteristica forma a campana rovesciata. Arno Penzias, scopritore insieme a Bob Wilson della radiazione cosmica di fondo, in una famosa intervista condotta da Riccardo Chiaberge, giornalista e scrittore italiano, richiamo' il principio d'indeterminazione di Heisemberg, quale condizione vincolante a tutto il sistema quantistico del nostro Universo, da cui se ne deduce che solo e quando la misura o osservazione di un certo stato fisico viene effettuata dall'esterno dell'Universo, solo allora, se ne potra' calcolare luogo e momento contemporaneamente e solo allora l'esperienza della sovrapposizione quantistica potrebbe essere vissuta da un essere cosciente. Resta da chiarire a quale Universo riferirci e se il nostro piccolo pianeta possa essere considerato come un Universo a parte.
Mercoledi 16 marzo 2016 h. 16.02  Mario R. Zampella


Fig. 3) Interpretazione a Molti Mondi

L'idea che la realta' in cui siamo immersi si sdoppi  per poi a sua volta riprodursi in infiniti mondi, come Hugh Everett formulo', si basa quindi sulla sovrapposizione quantistica. Essa, nel suo stato di coerenza quantistica, riproduce i due aspetti della sua natura simultaneamente, ovvero, particellare e ondulatorio, che si sovrappongono in antitesi alla decoerenza quantistica. Dal noto esperimento della doppia fenditura di Thomas Young e dalla scoperta dell'effetto fotoelettrico di Albert Einstein, si confermano rispettivamente la natura ondulatoria e particellare della luce. Chiunque sia in grado di osservare la realta' circostante all'esterno dello stato quantistico che la avvolge, ne potrebbe percepire la doppia sorgente di natura, avendo cosi' un quadro d'insieme notevolmente diverso da quanto si e' abituati a osservare. La mutazione da essenza particellare a lunghezza d'onda di una particella o finanche atomi, e' comunemente riprodotta nei laboratori scientifici di tutto il mondo, in seguito alla formulazione del Principe Luis De Broglie del 1923. L'impossibile applicazione della formula a masse di proporzioni maggiori di quella di uno o piu' atomi, ovvero alla comune materia conousciuta, non pregiudica il fatto che essa conservi in via latente la proprieta' originaria ondulatoria. Il noto dubbio di Einstein relativo all'esistenza o meno della luna a seconda se la si guardi o no, deriva in buona sostanza dal mistero dell'osservazione. Ogni oggetto macroscopico conserva il suo aspetto come tutti sono in grado di riferire, la cosiddetta realta' consensuale, ma proprio in virtu' dell'ipotesi sui molti mondi quantistici, gli stessi oggetti macroscopici potrebbero esistere in identica composizione per una serie infinita di riproduzioni. L'essere cosciente non sarebbe escluso, come afferma Tegmark, dalla riproduzione seriale che, in altre parole corrisponderebbe ad una vera e propria clonazione, a nostra insaputa.
Giovedi 17 marzo 2016 h. 16.01  Mario R. Zampella


Fig. 4) Riproduzione Seriale

Ancora Tegmark afferma, nella sua previsione di teoria, che le riproduzioni all'infinito di Mondi affini a quello in cui viviamo, riguarderebbe finanche la sola unita' centrale del nostro corpo, ovvero il cervello. Ogni copia riprodotta (Fig. 4), a seconda delle decisioni e scelte operate, avrebbe quindi un'influenza sottile con la sorgente madre tale da comportare condizionamenti sulle scelte e decisioni successive. Si tratta di un quadro decisamente avanguardistico a cui risulta difficile aderire secondo le logiche comuni che regolano la fisica, malgrado il riconoscimento ormai globale delle bizzarrie quantistiche. Lo sviluppo di natura frattale, secondo i modelli di Benoit Mandelbrot, avverrebbe nel Multiverso di Livello III, di cui la Fig. 3 ne simula lo spazio, che nel caso specifico rappresenta lo spazio di David Hilbert. Si tratta di una serie infinita di spazi infiniti, il cui esempio dell'Hotel di Hilbert  rende bene l'idea. Anche la chimica e' dotata di esempi in cui le dinamiche speculari s'impongono quali fenomeni bizzarri ma del tutto aderenti alla realta' circostante. L'enantiomero rappresenta l'esistenza di una coppia di molecole del tutto identiche ma con proiezione speculare. Tornando ai Molti Mondi di Everett, si e' notata l'affinita' che egli teorizzo' fra il comportamento di una particella della realta' subatomica e quello di un essere cosciente nella realta' macroscopica. L'equazione di Schrodinger, nasce dalla necessita' di individuare il ventaglio di probabilita' entro cui la particella fissera' la sua la destinazione, data l'impossibilita' di stabilirlo a priori. Quello stesso ventaglio di probabilita' pertiene anche le decisioni e le scelte dell'essere cosciente che, operando per una sola di esse, esclude le rimanenti opzioni determinando il collasso della funzione d'onda che le sospende in sovrapposizione quantistica. In sostanza, Schrodinger comprese che la coerenza quantistica, ovvero lo stato di sovrapposizione delle probabilita' che una particella riveste nella sua linea universo o storia, decade con l'osservazione cosciente della particella stessa, determinando il cosiddetto collasso della funzione d'onda e confermando la natura particellare che obbedisce al formalismo della fisica classica.
Venerdi 18 marzo 2016 h. 10.35  Mario R. Zampella


Fig. 5) Il Mondo Bolla

E' quindi l'osservazione dell'essere cosciente a determinare il collasso della funzione d'onda ? La questione nasce in ambito filosofico, ancora quando la meccanica quantistica non esisteva. George Berkeley, a cui l'Universita' californiana ha intestato il proprio nome, nutre dubbi sull'esistenza della materia quando questa non viene osservata dall'essere cosciente. A cosa e' dovuta, quindi, la perenne visione delle cose, che si guardino o no ? A Dio, naturalmente, il quale le osserva in nostra funzione. Ronald Knox espone qui di seguito la teoria di Berkeley:

Si stupiva un di' l'allocco:
"Certo Dio trova assai sciocco
che quel pino ancora esista
se non c'e' nessuno in vista"

RISPOSTA

"Molto sciocco, mio signore,
e' soltanto il tuo stupore.
Tu non hai pensato che
se quel pino sempre c'e'
e' perche' lo guardo io.
Ti saluto e sono DIO"

     Anche Albert Einstein, nutriva seri dubbi, circa l'esistenza della luna, negli istanti in cui essa non era da lui osservata. Cio' in riferimento all'incertezza vigente nel mondo subatomico, impossibile da conciliare al mondo macroscopico.
Secondo l'interpretazione di Copenaghen, che detta le linee guida della comunita' scientifica internazionale nella disciplina della fisica quantistica, l'osservazione cosciente determina la decoerenza quantistica. Secondo la visione piu' recente di Tegmark, invece no, in linea con quanto elaborato da Everett, a causa della velocita' della decoerenza quantistica, di gran lunga superiore agli "spikes" di trasmissione elettrica che connettono l'informazione fra un neurone e l'altro. In sostanza per Copenaghen la sovrapposizione quantistica cessa nell'istante in cui l'osservatore cosciente interrompe lo stato di coerenza quantistica con la misurazione dell'evento, determinando il collasso della funzione d'onda. Per Hugh Everett invece, la coerenza quantistica non e' mai interrotta, poiche' la relativa decoerenza  sarebbe una mera censura del collasso della funzione d'onda, causa prima della visione illusoria cui ogni essere cosciente e' subordinato. Tegmark ancora, invece,  sostiene che non sia la misurazione personale a determinare il collasso citato, bensi' la semplice trasmissione di informazione recata dalle particelle nell'istante medesimo in cui impattano con la materia circostante.  La Fig. 5) raffigura il mondo bolla da cui l'essere cosciente si libera con l'osservazione (Copenaghen). La previsione di teoria di Everett, a cui Tegmark aderisce, sosterrebbe invece che la bolla metaforica sia notevolmente piu' ampia e che quindi il collasso della funzione d'onda non avvenga affatto ma sia una sorta di illusione che fornisce il panorama definito dal nostro cervello.


Fig. 6) Rappresentazione ideale della coerenza quantistica.

L'immagine di cui alla Fig. 6) puo' rendere facilmente un'idea parziale di cio' che si intende per sovrapposizione quantistica. In particolare l'iconografia epica e religiosa richiama ripetutamente l'idealizzazione della coerenza quantistica, raffigurando immagini di inconcepibile assunzione alla nostra visione della realta'. 
Venerdi 18 marzo 2016 h. 19.13 Mario R. Zampella


Fig. 7) Entanglement Quantistico


La decoerenza ambientale, secondo quanto esposto sin ora e secondo le previsioni teoriche di Tegmark, avendo velocita' maggiore di ogni impulso elettrico che scorre fra un neurone e l'altro del cervello umano, implica l'ulteriore critica, mossa da Tegmark verso le previsioni teoriche di Stuart Hameroff, supportate per certi versi dagli studi di Andrew Duggins. Hameroff, in base alle proprie ricerche approfondite, giunge alla conclusione secondo cui ogni essere cosciente, dotato di microtuboli situati all'interno delle cellule neuronali e aventi natura quantistica, sarebbe parte integrante, attiva e condizionata dell'entanglement quantistico che di volta in volta espande i suoi confini in un intricatissimo intreccio fra particelle, parte del sottoinsieme quantistico. Recenti esperimenti evidenziano che l'intreccio esiste sinanche per atomi e molecole, violando cosi' le diseguaglianze di John Bell, che con Alain Aspect riuscirono per primi a dimostrare la non localita' dei fenomeni quantistici (nota aggiornamento Bell Correlations). Ogni essere cosciente sarebbe quindi oggetto di entanglement, secondo Hameroff, e pertanto strettamente connesso causalmente ad ogni piu' sensibile variazione di stato, come la meccanica classica insegna per i fenomeni di azione-reazione e di causa-effetto (Cause-Effect).. La simultaneita' fra particelle nell'entanglement quantistico, costituisce tutt'ora lo zoccolo duro a sfavore di una possibile quanto improbabile armonizzazione fra la meccanica quantistica e la relativita' di Einstein. Tegmark taglia corto ritenendo incompatibile l'azione di desincronizzazione quantistica con la percezione rallentata dell'essere cosciente. La decoerenza che corrompe il collasso della funzione d'onda giunge a illudere i sensi della percezione, nella pur immutabile condizione di coerenza quantistica. L'eroica trattazione di Tegmark irrompe in un clima di quiete generale violando i piu' radicati assunti della meccanica quantistica e provocando scalpore nell'ambiente ortodosso della Copenaghen di Bohr, il quale, nel suo ruolo determinante nell'ambito della nuova fisica, sin dagli albori affermo':«Per quanto inconsueto possa sembrare questo sviluppo della fisica, sono certo che molti avranno riconosciuto la stretta analogia esistente tra la situazione nell'analisi dei fenomeni atomici, quale l'ho descritta, e certi aspetti caratteristici del problema dell'osservazione nel campo della psicologia. Si puo' dire che la tendenza della psicologia moderna e' caratterizzata dalla reazione ai tentativi di analizzare l'esperienza psichica secondo elementi associabili in modo analogo a quanto viene fatto coi risultati delle misure nella fisica classica». 
Sabato 19 marzo 2016 h. 23.20   Mario R. Zampella


Fig. 8) Teoria del Caos (Attrattori di Lorenz)


La complementarieta' citata da Niels Bohr, fra aspetti caratteristici della psicologia e fenomeni legati alla fisica quantistica, stabilisce il nesso importante secondo cui chimica e fisica interagiscono inevitabilmente, benche' Tegmark ne ricalchi i limiti d'azione in ambito genetico, nel contesto dei nuovi orizzonti svelati dalla meccanica quantistica. I fenomeni di "azione fantasmatica a distanza", tanto incoerenti per Einstein, hanno posto in evidenza le illimitate connessioni dell'entanglement quantistico in cui, la possibilita' che nulla sia escluso da tale intreccio intricato, risulterebbe compatibile col pensiero primordiale di Niels Bohr. L'intuizione metafisica del noto metereologo Edward Lorenz, che introdusse per primo il concetto di "teoria del caos", secondo cui ogni fenomeno, benche' inspiegabile razionalmente, e' retto da legami misteriosi a molteplicita' fenomeniche, trova sostegno in ipotesi che seguono il filo logico esposto in precedenza, cioe' i fenomeni di azione-reazione e causa-effetto. Il noto battito d'ali di una farfalla che causa un tornado agli antipodi del pianeta, di cui Lorenz fu l'assertore, potrebbe inserirsi in un futuro anche non troppo distante, nel quadro della citata "azione fantasmatica", aprendo un ventaglio insospettabile di fenomeni sin ora relegati alla casualita' degli eventi. Come peraltro le indagini su tutti gli avvenimenti che il razionalismo scettico confina nell'antideterminismo,  ad esempio i sincronicismi di Karl Gustav Jung,  o i fenomeni legati ad atavici rituali, potrebbero essere influenzati dalle connessioni istantanee esistenti in virtu' dell'entanglement quantistico. E come ancora Bohr afferma:«Tutti conosciamo la vecchia sentenza secondo la quale, se cerchiamo di analizzare le nostre emozioni, cessiamo di possederle; ed e' in questo senso che tra le esperienze psichiche cui noi associamo le parole "pensieri" e "sensazioni",  riscontriamo una relazione di complementarieta' simile a quella esistente tra esperienze riguardanti il comportamento di atomi sotto differenti condizioni sperimentali, quando per la loro descrizione si faccia ricorso ad analogie derivate dai concetti ordinari. Con questo confronto non intendo, ovviamente, dimostrare l'esistenza di un rapporto piu' stretto tra fisica atomica e psicologia ma soltanto sottolineare un argomento epistemologico comune a entrambe queste scienze e cosi' indicare quanto la soluzione dei problemi relativamente semplici della fisica possa giovare al chiarimento delle piu' complesse questioni psicologiche che gli antropologi e gli etnologi incontrano nel corso delle loro ricerche». La proiezione della pellicola cinematografica di cui l'essere cosciente e' spettatore, nella visione singola del fotogramma per fotogramma, rivelerebbe quindi, come il fisico statunitense David Bhom intui', ogni dettaglio relativo alla visione quantistica della scena riprodotta. L'essere cosciente, cosi' definito, essendo parte integrante e interagente dello stato quantico di riferimento, potrebbe perdere il suo status di "essere cosciente" per acquisire il nuovo di "essere cosciente illuso d'esserlo".
Lunedi 21 marzo 2016 h. 10.25 am.  Mario R. Zampella

Fig. 9) Shiva


L'affermazione di Niels Bohr riconduce all'analogo comportamento della particella sotto osservazione e al dualismo da essa espresso. Il tentativo di analizzare ed approfondire le emozioni, le sensazioni ivi incluse anche le parole (vedi Ferdinand De Saussure)(Has the Non-Sense a Sense ?), compromette la loro percezione vanificandola nella stessa modalita' in cui il collasso della funzione d'onda vanifica l'osservazione completa del momento e del luogo della particella quantistica. Un invisibile connessione intreccerebbe il comportamento dell'essere cosciente al mare quantistico in cui egli stesso e' immerso, non solo al livello meramente fisico, coinvolgendo la psiche e percio' la sua autoconsapevolezza. Altra interessante disamina delle analogie ricorrenti fra il dualismo della meccanica quantistica e le culture filosofico religiose millenarie orientali, e' descritta da Fritjof Capra, fisico americano contemporaneo. Emerge un quadro di fitte corrispondenze fra cio’ che professano le filosofie orientali da piu’ di duemila anni e le rivelazioni scientifiche offerte dalla fisica quantistica. Il dualismo dell'essenza spirituale si confronta e si specchia nella nuova realta' scientifica, rivelandone il comune filo conduttore. La percezione della realta' illusoria, nel suo aspetto quotidiano, seppur rassicurante, pone in diretta analogia e confronto a quanto diversi dei nuovi ricercatori cosmologi e filosofi sotengono, in riferimento all'illusione della percezione sensoriale. Carlo Rovelli, Brian Greene, Nick Bostrom ed altri, includono realta' superiori in ogni contesto apparentemente reale, proprio in coincidenza a quanto, da millenni, viene ribadito e puntualmente sconfessato, riguardo l'esistenza di diversi livelli gerarchicamente disposti al di sopra della apparente realta' percepita. In particolare, il filosofo svedese Nick Bostrom, giunge a concepire possibile che ogni singolo aspetto della materia inanimata e non, sia null'altro che realta' perfettamente simulata, alla stregua delle note scene di "Matrix", il film fantascientifico in cui la realta' della materia e' di volta in volta riprodotta analogamente ai livelli di difficolta' comunemente affrontati in qualsiasi dei piu' recenti video games. L'Universo computazionale, in cui ogni dettaglio piu' insignificante e' parte inscindibile del meccanismo generale che lo governa, appare quale struttura matematica per definizione, come Tegmark afferma, in antitesi alla descrizione matematica del cosmo, di cui al pensiero aristotelico. Se, grazie all'illuminazione di Richard Feynman, ogni campo d'indagine odierno e' oggetto di simulazione per lo studio della sua evoluzione temporale, tanto piu' sarebbe possibile che l'intero o interi multiversi siano nient'altro che simulazioni avanzate in cui l'essere cosciente ricopre il ruolo di una mera pedina da gioco.

Fig. 10) Simulazione della Realta'

Martedi 22 marzo 2016 h. 11.33     Mario R. Zampella



Fig. 11) Casualita' o Causalita' ?


«Che effetto fa essere clonati ? Un effetto a caso ! E ogni volta che vi succede qualcosa di fondamentalmente casuale, che non avreste potuto prevedere nemmeno in linea di principio, e' segno che siete stati clonati». Queste le testuali parole di Tegmark in riferimento alla moltiplicazione infinita di realta' animate e non, di cui all'ipotesi everettiana, causate dall'apertura sistematica di mondi paralleli in riferimento ad ogni evento, qui in terra,  che fissa l'unica fra il ventaglio di probabilita' assegnate dall'equazione di Schrodinger. Non entra nel dettaglio Tegmark, di cio' che possa costituire "qualcosa di fondamentalmente casuale che non avreste potuto prevedere nemmeno in linea di principio". Eppure il gioco delle coincidenze che ogni giorno popolano la realta' vissuta, forma una ragnatela di casualita' da non accantonare con troppa faciloneria come anche Hume affermava. L'incontro con individui sconosciuti, la gestualita', il segno nel suo contesto semiotico, percezioni sensoriali apparentemente casuali, quali allucinazioni apparenti, pruriti, brividi, dolori e patologie nuove, e molto altro ancora, avrebbero forse titolo all'ingresso nelle noverate casualita' che Tegmark cita, nel quadro piu' ampio dell'intreccio quantistico di cui siamo parte.  La realta' simulata di Bostrom potrebbe rivelare non solo l'umiliante ruolo "dell'essere cosciente illuso d'esserlo" ma persino una nuova forma impensabile e inconsapevole di schiavitu' futurista. Se tutto e' simulazione lo e' anche il libero arbitrio. Spesso ci si imbatte nell'incontro di individui che somaticamente e caratterialmente ricordano l'uno o l'altro, che siano amici, parenti o personaggi famosi, in una sorta di replica infinita secondo modelli frattali che stabiliscono filoni genetici di appartenenza. La clonazione replicante di cui alla descrizione di Tegmark non e' mai identica. Qualcosa che inficia la completa fedelta' della copia interviene sempre, causando lievi difetti di riproduzione, ma cio' sara' impossibile da appurare se non in grado di connettersi col Multiverso di Livello III.
Mercoledi 23 marzo 2016 h. 16.55    Mario R. Zampella



Fig. 12) Clonazione Frattale


video

Video 1) Pallina Rotante


L'esperimento di cui al video n. 1), riproduce per certi versi il fenomeno descritto nel racconto postato al principio del presente blog, "L'Orologiaio". I delicati meccanismi dell'orologio di Karl, al contatto fortuito col gas neon, hanno subito il lieve mutamento che tanto ha incuriosito la sua mente. La strana luminescenza presente in particolare sul bilanciere, deriva da due efetti simultanei, ovvero, quello fotoelettrico, che valse il Premio Nobel per la fisica ad Albert Einstein, e quello di ionizzazione del gas stesso, prodotto allo stesso modo dall'invasione di fotoni in seno ai suoi atomi costituenti. La biglia del video, sembra sparire (Nota Aggiornamento Matter Wave Optical Wave) sotto l'effetto della forza centrifuga, essendo la sua superficie stata in egual modo irrorata di un comune gas propano liquido, non simultaneamente volatile a contatto con l'ambiente. Inoltre due sorgenti di luce separate, danno l'illusione della scomparsa lasciando la sola traccia del riflesso metallico. Se la formula di Einstein E=mc²  non avesse previsto l'elevazione alla seconda potenza della velocita' della luce, si sarebbe potuto dedurre che la stessa fosse semplicemente moltiplicata per due. Il fenomeno di ionizzazione dei gas e' noto in via teorica sin dai primi anni '20, per merito del Nobel per la Chimica, suo malgrado, Ernest Rutheford, il quale scopri' i raggi alfa e beta e la ionizzazione del gas nobile Elio, studi in seguito  ripresi dal gia' citato fisico statunitense David Bhom, il quale condusse approfondimenti sul plasma cosmico.
I gas spaziali investiti dai raggi ultravioletti, producono cio' che accade anche con l'effetto fotoelettrico di Einstein, ovvero la fuoriuscita di elettroni dai propri atomi, con conseguente dispersione di elettromagnetismo, causa della formazione delle fascie di Van Hallen nelle zone circostanti il pianeta terra. L'aurora boreale, un effetto ricorrente nei territori artici, puo' dare un'idea della diffusione del fenomeno elettrico. Un caso analogo si manifesta in coincidenza o poco prima dei fenomeni sismici, quando le luci telluriche, per lo stesso effetto di ionizzazione dell'aria, compaiono durante il movimento della crosta terrestre. I precursori sismici, che consistono nella comparsa improvvisa di gas Radon, Elio ed altri, indicherebbero l'approssimarsi del fenomeno sismico, benche' non sia scientificamente accertata in via definitiva ne' l'entita' ne' la veridicita' delle concause che sarebbero alla base dei terremoti (Cause-Effect, What's Behind?)
Giovedi 24 marzo 2016 h. 19.50     Mario R. Zampella

In sostanza, in accordo alle equazioni sulla Relativita' Speciale, la massa in moto accelerato, aumenta la sua mole sino a divenire infinita in coincidenza con la soglia della velocita' della luce. Superata tale soglia, dovrebbe comportarsi inversamente, ovvero diminuire gradualmente sino alla scomparsa totale in coincidenza con il doppio della velocita' della luce, per tramutarsi in energia. E' quindi mc2, il valore corrispondente che parificherebbe la massa con l'energia. Dicasi lo stesso per il tempo, il quale, in uno stato di moto accelerato, si dilata e si allunga, permettendo l'esplorazione del futuro rispetto a chiunque sia l'osservatore immobile. Superando la soglia della luce, come anche il fisico Paul Davis afferma, e sino al valore di c2, il viaggio esplorerebbe il tempo passato. Infine, per nulla in linea con i precedenti fenomeni, lo spazio o la lunghezza, avrebbe un comportamento opposto, contraendosi e riducendo la propria estensione sino all'appiattimento completo, raggiunta la soglia della velocita' della luce, per poi entrare, una volta valicato quel limite, in una probabile area di valenza negativa, forse coincidente con l'antimateria.  Tali sono i risultati ammessi dalle tre equazioni di Einstein, benche' paradossali, come del resto paradossale appare il traguardo della soglia di velocita' su espressa.


Fig. 13) Raggi di Bicicletta in moto circolare accelerato

Mercoledi 30 marzo 2016 h. 18.09

Fig. 14) Da "La Relativita' con le Quattro Operazioni" di Clement Durell

La fig. 14) tratta dal libro citato in didascalia, rappresenta il procedimento semplice ed esotico del matematico inglese Clement V. Durell, finalizzato alla deduzione dell'equazione elaborata da Einstein per il calcolo delle variazioni di tempo che intercorrono fra un soggetto in moto uniforme ed uno immobile, in funzione della velocita' stessa. Il valore che ne scaturisce riferisce la differenza esistente unicamente alle due realta' prese in esame, quindi non rappresenta valore assoluto bensi' "relativo". Il flusso del tempo (cui Tegmark ne attribuisce l'illusione) rallenta man mano che la velocita' di una qualsiasi massa aumenta, sino al raggiungimento dello stato stazionario, corrispondente alla velocita' della luce. Tutti gli astronauti, in moto orbitale terrestre a 25.000 Km/h, al proprio ritorno sulla terra, avranno guadagnato qualche millisecondo di vita rispetto a coloro rimasti fermi. Ma non e' finita. Anche il fenomeno gravitazionale produce distorsioni spazio-temporali, per cui, piu' distanti dalla massa gravitazionale ci si trova e piu' il tempo scorre veloce, al contrario di chi e' situato piu' in prossimita' del centro della stessa massa. Va operata quindi una compensazione fra le due differenze di flusso temporale, ognuna prodotta dai fenomeni descritti, per giungere all'esatto valore del proprio flusso di tempo. Un esempio molto semplice e' rappresentato dai satelliti utilizzati per i navigatori di cui ormai quasi tutti fruiamo quotidianamente. Per l'allineamento fra il tempo del satellite, in considerazione della sua velocita' e della sua distanza dal centro di massa terrestre, ed il tempo degli utenti sulla superficie terrestre, e' necessario applicare la compensazione di cui si e' detto.
Giovedi, 31 marzo 2016 h. 15.53  Mario R. Zampella




Fig. 15) Distorsione temporale

L'EINSTEIN E L'EDDINGTON
L'Einstein e l'Eddington
stavano contando i loro punteggi.
Quello di Einstein era novantotto
e quello di Eddington era superiore, 
ed entrambi erano insabbiati nell'ostacolo, 
ed entrambi stavano in piedi e imprecavano.

Detesto vedere, disse l'Einstein, 
tanta quantita' di sabbia;
perche' abbiano messo quest'ostacolo qui
proprio non riesco a capirlo;
se si potesse spianare il terreno 
credo che sarebbe stupendo.

E' venuto il momento, disse Eddington, 
di parlare di molte cose;
di cubi e orologi e aste metriche,
e del perche' un pendolo oscilla
e di quanto lo spazio e' fuori piombo
e se il tempo ha le ali.

E lo spazio di dimensioni ne ha quattro, 
invece che solo tre.
Il quadrato costruito sull'ipotenusa
non e' quello che era prima.
Mi addolorano le cose che hai fatto
alla geometria piana.

Tu pensi che il tempo sia distorto malamente, 
che anche la luce sia incurvata;
io credo di afferrare l'idea, 
se e' questo che volevi dire: 
la posta che il postino consegna oggi
domani sara' spedita.

La linea piu' breve, rispose Einstein, 
non e' quella che va dritta;
si curva su se' stessa
proprio come un numero otto, 
e se vai troppo in fretta, 
arriverai troppo tardi.

Ma la Pasqua e' Natale
e molto lontano e' vicino,
e due piu' due fanno piu'  di quattro
e quassu' e vicino.
Forse hai ragione, disse Eddington, 
sembra un tantino strano.

                                                 W. H. Williams.

Il presente poema, di W. H. Williams, ripreso da John Barrow, quale esempio altissimo di cio' che costituiva la discussione negli anni in cui Einstein elaborava la teoria della Relativita'. La quantita' di sabbia ostacolo all'immaginazione del tessuto piatto dello spazio tempo, come la blasfema distorsione dello spazio euclideo, come persino l'inversione del flusso temporale, apparivano alla comunita' scientifica di quella temperie storica la dissacrazione di tutto l'establishement della fisica classica, eretto da Galileo Galilei in poi. Come si e' visto dalla fig. 14) l'equazione che stabilisce l'incremento o decremento dei valori di massa, spazio e tempo, varia in funzione della velocita' dell'ipotetico viaggiatore rispetto all'osservatore immobile. Naturalmente l'equazione va integrata dal valore della velocita' effettiva del corpo viaggiante in rapporto al valore assoluto della velocita' della luce. Nel caso in cui collimino, il risultato sarebbe zero e, come Bhaskara il matematico indiano intui', ogni numero diviso per zero, produce un numero infinito,(al contrario del prodotto), come gli infiniti che tanto angustiavano Einstein. Il tempo rappresenta cosi' l'unita' di misura della nostra esistenza, integrata ed inscindibile dallo spazio. Senza tempo non v'e' spazio e viceversa. Se il tempo si fermasse, saremmo immobili in uno spazio insondabile e impercepibile. Un simile risultato e' prodotto dal raggiungimento dello zero assoluto, ovvero la temperatura della scala Kelvin corrispondente ai nostri -273° C. Tutti gli esperimenti effettuati sul moto delle particelle, hanno quale condizione principale la temperatura in cui le particelle stesse vengono poste, ovvero a pochi milionesimi di grado dallo zero assoluto. Si tratta di un rallentamento del tempo e del moto simile, per certi versi, ai comuni congelatori presenti in ogni abitazione, in cui gli alimenti entrano in una fase temporale rallentata tale da permetterne la consumazione in tempi lunghi. Ogni particella entra in uno stato di calma, la cui massa e' definita a riposo e nel cui contesto risulta piu' semplice effettuare sperimentazioni di ogni genere. 
Sabato 2 aprile 2016 h. 23.16  Mario R. Zampella


Fig 16) Rappresentazione del "Discreto"


Il flusso temporale e' stato oggetto di immaginazione e studio da parte di molti autorevoli scienziati. Paul Davis, oltre alle risultanze della Relativita', dedusse che i viaggi nel tempo sarebbero possibili in altri contesti e spazi. I "Worm Holes", ovvero i cunicoli temporali, sarebbero veri e propri tunnel entro cui si accorcerebbe di molto il tempo del viaggio da una rete temporale all'altra. Siamo sempre nel Multiverso di Livello I e s'immagini una struttura in cui i vari tessuti spazio-tempo siano posti a differenti altezze senza interruzione. Come un foglio incurvato piu' volte in via alternata che si sviluppa in altezza tale da ricordare una sorta di ventaglio. Per giungere l'ultimo strato superiore, sara' necessario percorrere il foglio includendo le curvature presenti ai suoi limiti. La presenza dei citati "Worm Holes", permetterebbe il raggiungimento dello strato superiore semplicemente percorrendo il tunnel perpendicolare che li pone in comunicazione, risparmiando cosi' il tempo necessario alla percorrenza di tutta le superficie del foglio, e operando cosi' un salto nel tempo considerevole. Dalle analisi di Davis, anche le galassie a spirale con moto antiorario, darebbero facolta' di sondare il passato alla stregua del superamento della velocita' luminale assoluta. Frank Tipler, invece immagino' un disco rotante almeno alla meta' della velocita' luminale. Chi eventualmente si sottoponesse all'esperimento, fissandovisi sopra, opererebbe un analogo salto nel tempo futuro. Anni or sono, il fisico Stephen Hawking, partecipo' al suo party ove nessuno era presente, per la semplice ragione che nessun invito era stato mai spedito. Le spedizioni sarebbero state inviate il giorno dopo. L'esperimento di inversione del flusso temporale era legato all'ipotetica esistenza dei tachioni, particelle super luminali, le quali viaggerebbero indisturbate nel tempo passato. Ma il frutto di ogni deduzione e consolidamento delle leggi della fisica classica, risultano solo approssimazioni di cio' che effettivamente risiede in una realta' sottostante, che, secondo Tegmark, e' struttura matematica pura. Il "continuo", ovvero la realta' in cui sono nate e sviluppate la meccanica classica, la fisica relativistica e le successive teorie delle stringhe e superstringhe, appare quale cortina infinita che ricopre il "discreto" della meccanica quantistica. Fu John Wheeler ad immaginare, come l'obiettivo macro di una fotocamera potrebbe rivelare, quella sorta di schiuma aggregante che costituisce il vero tappeto quantistico e discreto, ovvero pacchetti di energia, sottostante al "continuo". Una semplice descrizione della differenza fra "continuo" e "discreto" si potrebbe individuare nella differenza fra "sistema analogico" e "sistema digitale", che troverebbe riscontro nella visionaria realta', gia' intuita forse duemila anni or sono, dal filosofo Zenone, quando propose la sua interpretazione del moto di una freccia in corsa. Istante per istante egli considera unicamente i singoli momenti in cui la freccia stessa e' immobile nel suo stato stazionario. Ne consegue che il moto potrebbe essere in definitiva null'altro che la somma di istanti di immobilita', come esplica la fig. n. 16.
Lunedi 04 aprile 2016 h. 16.19  Mario R. Zampella


Nel 1900, quando Max Planck scopri' il salto quantico dell'elettrone all'interno dell'atomo, esclamo': "Natura facit saltus". Cio' rappresenta la centralita' del concetto di "discreto". In sostanza l'elettrone in orbita intorno al nucleo, ora e' qui assorbendo un quanto di energia, ora e' li' emettendo un quanto di energia, in via discreta e non continua. Come se fra i numeri "1" e "2" non esistesse nulla. Se potessimo annientare la cortina del "continuo" che ci avvolge, avremmo una visione della realta' diversa, informata a livello puntiforme e dinamicamente sequenziata come una pellicola cinematografica di cui vediamo fotogramma per fotogramma. David Bhom, pioniere tra l'altro della teoria dell'olomovimento, secondo cui tutto cio' che appare sarebbe solo frutto di proiezioni olografiche, descrisse in via altrettanto semplice ed efficace, la modalita' di srotolamento e arrotolamento dei panorami a noi evidenti, caratterizzati da una velocita' tale, quella della decoerenza, da risultare impercepibile all'occhio umano. La pellicola cinematografica viaggia a 24 fotogrammi al secondo e fornisce l'illusione della dinamica dei movimenti nella stessa identica maniera in cui la cortina del "continuo" nasconde alla nostra vista la realta' quantistica dietro esistente.


Fig. 17) Rappresentazione quantistica di un panorama.


La fig. 16) esprime in chiara semplicita' il movimento di un corpo secondo la visione discreta. La progressione a scatti puo' essere affiancata all'effetto di una comune lampada stroboscopica da discoteca, quando, in funzione nel buio, riflette i movimenti dei ballerini in progressione discreta e non continua. La fig. 17) invece rappresenta la visione puntiforme immaginata di un panorama depurato del continuo che l'avvolge. Tutto l'Universo e' costituito da tale sottodimensione, che paradossalmente sovrintende la dimensione del continuo. Jacob Beckenstein, fisico israeliano scomparso di recente, ricavo' un assioma importante, relativo alla natura quantica dell'Universo ed alla sua estensione. In sostanza affermo' che ogni unita' quantica equivale ad un bit d'informazione e che la quantita' massima di detta informazione non e' racchiusa nel volume che la contiene, bensi'  espressa dalla sua superficie. Teoricamente, quindi, se fossimo in grado di immagazzinare la quantita' di informazione totale presente sulla superficie del nostro Universo e trasferirla in un super computer avveniristico, potremmo agilmente tornare alla citata affermazione di Pier Simon Laplace. Avremmo davanti a noi passato, futuro e presente, come una comune time-line digitale utilizzata per il montaggio cinematografico e televisivo, in cui sarebbe possibile viaggiare in ogni tempo e luogo a proprio piacimento..
Giovedi 07 aprile 2016 h. 17.10  Mario R. Zampella




Fig. 18) Realta' simulata

La citazione di Laplace riflette comunque i limiti oggettivi di cui alle conoscenze del suo contesto storico. L'ipotetica possibilita' di immagazzinare e gestire l'intera informazione contenuta nell'Universo, non solo consentirebbe viaggi temporali in ogni direzione, ma condurrebbe senza eccezioni al concetto citato in precedenza, relativo alle realta' simulate. Si e' citato il lungometraggio Matrix quale esempio di gestione di realta' multidimensionali per giungere all'esemplare descrizione di simulazione sinanche dell'esistenza, come il film "Apri gli occhi" di Amenabar propone. Compagnie specializzate nella manipolazione dell'informazione presente nell'Universo, sarebbero in grado di commercializzare pacchetti completi, alla stregua di un viaggio turistico, relativi all'illusoria percezione della vita. Un'esistenza ricca di ostacoli e difficolta' potrebbe cosi' essere pianificata e programmata con assenza di autoconsapevolezza. Memorie resettate e ricostruite, panorami interi riprodotti su commissione e quant'altro. L'essenza digitale della realta' piu' profonda, opportunamente gestita, consentirebbe ogni sorta di elaborazione dei dati, ivi incluse correzioni e implementazioni di nuovi ritrovati. Molte delle incongruenze e delle imperfezioni insite nel concetto piu' elementare dell'esistenza, coincidenze incluse, troverebbero il loro pieno significato nell'ambito di una conoscenza pressoche' totale e universale. Come la TOE (Theory of Everything) si propone di raggiungere. Lo stato odierno della conoscenza cosmologica  e' giunto alla definizione di taluni parametri e costanti universali che costituiscono il modello standard e a cui la scienza ufficiale si riferisce in virtu' delle dimostrazioni via via acclarate. Dalla costante di Planck sino alle tre forze fondamentali che regolano e conferiscono all'Universo la propria identita' attuale, ogni progresso raggiunto a favore di una migliore comprensione dei meccanismi basici che governano i principi universali, costituisce l'apertura di nuove incognite a cui la filosofia e la scienza si rivolgono in vista della grande unificazione citata.
Sabato 8 Aprile 2016 h. 9.49



                                          Fig. 19) - Fine Tuning                                         

        
E' strano che il nostro pianeta abbia sviluppato le caratteristiche necessarie alla comparsa della vita, considerato che intorno, nello spazio piu' remoto, non e' mai stata riscontrata presenza alcuna di entita' extraterrestri. Fra le teorie piu' suggestive, circa l'esistenza di forme di vita aliene, spicca quella dell'archeologo Zecharia Sitchin, il quale, nei lunghi anni trascorsi alla decrittazione delle iscrizioni e graffiti rupestri, avrebbe individuato tracce incontrovertibili della discendenza del genere umano da intelligenze superiori. In particolare egli nota che l'evoluzione generale dell'uomo primitivo segna un salto di qualita' incompatibile con i tempi trascorsi dalla prima comparsa degli umani in terra. In sostanza, se per lunghi periodi l'uomo ha conservato le sue caratteristiche originarie con piccoli e non significativi progressi, d'improvviso, in breve tempo, egli avrebbe registrato un'evoluzione intellettiva non proporzionale al suo sviluppo precedente, come se un intervento esterno avesse determinato tale messa a punto. Dalle iscrizioni e graffiti ritrovati, inoltre, risulterebbero evidenti le tracce di tecnologie ed eventi non riconducibili alle conoscenze dell'essere vivente di quelle ere. Le condizioni di vivibilita' del nostro pianeta, sono quelle ideali alla nostra sopravvivenza o nel corso dell'evoluzione biologica, dai microorganismi in poi, si e' verificato un adattamento via via sempre piu' raffinato che ha permesso la nostra evoluzione sino ad oggi ? La teoria darwiniana e' ben radicata nella descrizione di quale sia stato il percorso del genere umano, ma si tratta, per ovvie ragioni oggettive, pur sempre di una teoria locale, ovvero relativa all'esclusivo contesto terrestre. Si sa per certo che l'Universo ha in seno talune caratteristiche matematiche universali, ovvero le costanti cosmologiche, valide in qualsiasi luogo e tempo del cosmo. E una di queste, la costante di struttura fine, che pertiene ad una combinazione fra la velocita' della luce, la carica dell'elettrone e la costante di Plank, e' quella che definisce le caratteristiche peculiari del nostro Universo, ivi incluso il nostro pianeta. Altri eventuali universi, discendenti o paralleli al nostro potrebbero registrare valori differenti, ma non per questo escludere la presenza della vita in se'.  La costante di Plank si riferisce alla misura piu' piccola esistente fra un'emissione di energia e l'altra. Si e' parlato del concetto di "discreto", ebbene, Max Plank defini' una scala di valori relativi alla massa, alla lunghezza, alla temperatura ed al tempo, quali unita' cosmologiche piu' piccole esistenti, sempre in riferimento alla meccanica quantistica, in tutto l'Universo. E tornando alla predizione di Beckenstein, relativa alla quantita' massima d'informazione presente sulla superficie di qualsivoglia figura geometrica, anziche' all'interno del suo volume, egli, per il calcolo e la trasposizione in bit quantistici di quell'informazione totale, utilizza appunto la costante di Plank, quale unita' di misura universale moltiplicata per l'area della superficie oggetto di calcolo. In conclusione, del nostro Universo possiamo conoscerne la massa, riferita alla materia esistente visibile, la sua funzione d'onda, ovvero l'aspetto alternativo a quello particellare, e la quantita' d'informazione in esso contenuta, attesa la sua figura geometrica simile ad un fotone, ovvero il cono.


Fig. 20) Possibile Configurazione dell'Universo.

Lunedi 11 aprile 2016 h. 11.59            Mario R. Zampella


Fig. 21) La simmetria

Un modello matematico puo' essere definito elegante per la sua semplicita' d'espressione e per il rispetto della simmetria. In natura sono molti gli esempi ricorrenti di simmetrie traducibili in equazioni che ne rispecchiano la fedelta'. Fiori, chiocciole, conchiglie e quant'altro, riflettono i canoni estetici massimi a cui ogni artista, matematico e ricercatore ha attinto per i propri studi. In tutto cio' , tuttavia, l'Universo risulta asimmetrico per un mancato appuntamento con l'equilibrio fra materia e antimateria. L'antimateria riflette specularmente l'esatta essenza particellare che comunemente conosciamo, ma di carica elettrica opposta. Se due particelle di segno contrario dovessero scontrarsi per qualsiasi motivo, si annichilirebbero a vicenda. Se dunque l'equilibrio di quantita' fra i due elementi fosse rimasto costante, e' probabile che il nostro Universo attuale non esisterebbe, per un processo di annichilazione continuo sino ad esaurimento completo. Invece e' molto probabile che, nell'era immediatamente successiva all'esplosione del Grande Bang, quando il calore era ancora altissimo e le fusioni degli elementi si manifestavano quali processi nucleari spontanei, l'attraversamento del campo di Higgs, la cui particella mediatrice e' stata scoperta solo lo scorso 2012, ha prodotto materia in quantita' maggiore, tale da conferirle il predominio nelle ere successive, per la formazione delle galassie e dei pianeti. In detto contesto, tutta la materia visibile ha comunque assunto una simmetria propria, che si compendia nel fantastico meccanismo di cui siamo a conoscenza, ossia le rotazioni dei pianeti intorno al proprio asse, intorno al proprio sole o stella massiva piu' pesante e intorno alla propria galassia, con un'uniformita' di movimento assimilabile al piu' sofisticato dei congegni meccanici. Le sfere planetarie con i propri anelli o le spirali galattiche, rappresentano la simmetria esemplare a cui Archimede si ispiro' per la scoperta della costante PGreco. 
13 aprile 2016 h. 2.49


Fig. 22) Simmetria Invariante

La simmetria trova riscontro in un altro settore della fisica, e non si riferisce alla simmetria di cui tutti siamo edotti, ovvero a quella architettonica e/o geometrica euclidea. Emmy Noether, grande matematica dei primi anni del '900, appuro' e stabili' che i principi di conservazione del moto, dell'energia e del tempo, sono cosi' definiti per la loro invarianza, nel senso che hanno lo stesso valore in qualunque luogo del nostro Universo. Da li' prese piede la simmetria di gauge, ossia l'invarianza della descrizione matematica di taluni elementi tridimensionali in funzione del loro movimento spaziale. Figure come il cubo, l'esaedro, l'ottaedro, la sfera, etc., potrebbero ruotare su se stesse senza produrre variazioni nella loro descrizione matematica. Successivamente, lo studio del moto e del decadimento di talune particelle, in particolare i mesoni B, rivelo' una rottura spontanea della simmetria a cui il modello scientifico standard delle particelle riferisce. Ossia, nel processo di decadimento, si e' notata la violazione della simmetria relativa alla coniugazione di carica. La particella con carica positiva diviene negativa, o, piu' semplicemente, da materia diviene antimateria. Si e' appurata inoltre una violazione del tempo, ovvero, un inversione che modifica l'evoluzione temporale della particella da futuro a passato, in coincidenza con la violazione della simmetria del moto, che vede la particella, seppure per un istante infinitesimale, procedere nella direzione opposta, come se, in una frazione di specchio, vedessimo ruotare una palla da biliardo senza conoscere la fonte dell'energia che l'ha spinta. L'esempio descritto rivestirebbe particolare importanza nelle teorie degli universi paralleli, in cui nella ipotetica specularita' di uno nell'altro, vede contrapposte anche, rispettivamente, le distribuzioni di materia (nel nostro) e antimateria (parallelo). Ma tornando alle figure tridimensionali citate, ognuna potrebbe aspirare alla candidatura quale rappresentazione ideale del Multiverso di Livello IV, ovvero il contenitore di tutte le realta' di cui si e' finora accennato. La simmetria di gauge conferisce loro il grado di invarianza che le colloca in uno spazio semplice ma "discreto".




Fig. 23) Universi Paralleli

13 aprile 2016 h. 18.45



Fig. 24) Universo Bolla

Gli universi contrapposti rappresenta una delle diverse teorie circa l'esistenza di un Multiverso di Livello II, strutturato sulle ripetute singolarita' quantistiche, che darebbero luogo a grappoli di bolle ognuna aperta da un Big Bang e chiusa da un Big Crunch. Quindi ogni bolla rappresenterebbe un Universo di materia a cui se ne contrapporrebbe, nel medesimo istante in cui deflagra il Bang, uno di antimateria. L'era immediatamente successiva alla singolarita' iniziale, svilupperebbe una tipica figura conica che in seguito all'espansione ed al raffreddamento degli elementi occuperebbe uno spazio sferico, quindi curvo, della cui interpretazione l'eccelso matematico Minkowski fu l'attore principale insieme ad Einstein. Secondo tale visione complessiva, il Multiverso di Livello II, apparirebbe quale un grappolo d'uva capovolto, in cui i primi due chicchi sarebbero i capostipiti di tutta la successione seguente, rappresentata da multipli e sottomultipli, analogamente ai pacchetti di energia emessi dal corpo nero, scoperti da Max Plank. Il parere di chi scrive prevede l'aggiunta di due chicchi ogni esplosione, cosi' da ottenere 4 universi contrapposti ogni Bang. Una coppia contrapposta, costituita da particelle di materia e antimateria,  avente le proprie corrispondenti particelle Super Partner, in riferimento alla teoria della Super Simmetria, all'interno dei restanti due volumi appena creati. Chiaramente nessuno e' attualmente in grado di dimostrare una visione simile, ma risulta altrettanto veritiero che il campo d'indagine vive un fermento culturale e filosofico che via via va intensificandosi in funzione delle aspettative riposte sui grandi acceleratori lineari, sugli interferometri rivelatori di onde gravitazionali e sullo studio delle particelle atipiche denominate neutrini, settori protagonisti della nuova fisica del terzo millennio.


Fig. 25) Universi a cascata.

15 Aprile 2016 h. 18.15


FFig. 26) Twin Towers (Materia e Antimateria)



La violazione di simmetria CPT (coniugazione di Carica, Parita' e Tempo) rappresenta il comportamento anomalo di talune particelle, secondo cui, come detto, invertono in via asimmetrica, cioe' differenziandosi dal contesto generale, il proprio comportamento, modificandosi in antimateria e invertendo la propria linea mondo, ossia violando il secondo principio della termodinamica, secondo cui il tempo scorre nella sola direzione del futuro. Il concetto di parita' pertiene la visione univoca del percorso che risulta essere indistinguibile sia che si tratti del passato che del futuro. La violazione di simmetria CPT rappresenta inoltre l'indizio di un fenomeno che forse gia' si manifesto' poco dopo il Grande Bang, come la presenza di antimateria, oppure la traccia di un Universo che, come detto, nella contrapposizione speculare del nostro, riproduce, quale risultato della riflessione, ogni contrario di cio' che avviene qui da noi. In sostanza, il racconto fantascientifico de' "Il Curioso Caso di Benjamin Button" di Francis Scott Fitzgerlad, potrebbe avere presunzione di veridicita'. L'altra "strana coppia" di universi contrapposti, nascerebbe dalla famosa ma mai confutata teoria della Super Simmetria, il cui padre Bruno Zumino e' di recente scomparso. Esisterebbero particelle partners supermassive mai rilevate, in qualche dove mai raggiunto, che nella loro aggregazione molecolare, potrebbero costituire una realta' la cui entita' sarebbe pari al quadrato della nostra. Comunque, il modello standard delle particelle elementari, contempla che esse abbiano carica negativa o positiva a seconda che appartengano alla materia o all'antimateria. Infatti, non tutte le particelle esistono nella loro duplice coniugazione di carica, negativa o positiva.   Paul Dirac, Nobel per la fisica insieme a Erwin Schroedinger, nel 1932 elaboro' le equazioni che condussero alla descrizione matematica dell'elettrone, in contemporanea alle soluzioni negative che teorizzavano l'esistenza dell'elettrone con carica positiva, ovvero il positrone, scoperto poi l'anno successivo da David Carl Anderson, con l'aiuto della camera a nebbia, inventata da Charles Wilson e messa a punto da un altro Nobel per la fisica Patrick Maynard Blackett. Da allora via via e' stata definita la lista della particelle che possiedono la propria copia opposta di antimateria. I fotoni non possiedono carica, ovvero sono neutri e quindi non annichilabili. 


Fig. 27) Supersimmetria

18 aprile 2016 h. 14.17




Fig. 28) Evoluzione Temporale del Multiverso di Livello IV

Le prime congetture sulla crescita e il destino finale dell'Universo furono ideate da Aleksander Fridman, cosmologo russo. Negli anni in cui Einstein elaborava la sua teoria sulla Relativita', i due ebbero molti scambi di vedute, che spinsero  Fridman a dedurre tre ipotesi sull'evoluzione temporale dell'Universo: l'ipotesi inflazionaria, che lo vede in una continua ed eterna espansione; l'ipotesi statica, che lo vede immutabile nel tempo e l'ipotesi della singolarita' finale, ovvero la contrazione che riprodurrebbe il cosiddetto Big Crunch, permettendo una nuova esplosione. Quest'ultima ipotesi potrebbe avere ragione d'essere in riferimento alla visione sulla natura olistica della meccanica quantistica, espressa da Roger Penrose, secondo cui esisterebbe una stretta complementarieta' fra l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo che porrebbe l'insieme quale concetto unico e unificante. La fluttuazione quantistica si pone in un quadro espressivo simile alla ciclicita' che caratterizza ogni fenomeno terreno e cosmico. Il respiro della fluttuazione sarebbe in tal senso il riferimento per un'ipotesi contrattiva in cui l'Universo, dopo la fase espansiva indeterminata, rientra in un massiccio campo magnetico tale da aggregare il tutto alla stessa enorme densita' che ne ha caratterizato la nascita. Il tappeto di micro schiuma quantistica di cui alla supposizione di John Wheleer trova la sua corrispondenza nella macro schiuma del Multiverso di Livello II o universi paralleli, o bolle di universi, in un processo di creazione e distruzione ciclico, di cui e' possibile trovare traccia nelle sacre scritture induiste. Cio' non implica la conferma dell'esistenza di entita' divine, bensi' ne evidenzia, ammessa e non concessa la loro trascorsa esistenza, la natura matematica che le sovrintende. La struttura che governa e conferisce una sorta di "anima ", come Francis Crick la concepi', ovvero un ammasso di neuroni, assoni, dendriti, gangli e sinapsi situati nella zona limbica del cervello, e' assolutamente matematica, come propone Max Tegmark. Dal contesto della fisica si entra in ambito biologico, la cui estremizzazione, se non persino forzatura, vede l'affermazione di Robert Lanza, che introduce la sua previsione di teoria basata sul "biocentrismo", come da lui definito. Ovvero, l'essere umano all'origine di tutto, quale portatore di vita eterna che di volta in volta assume sembianze diverse.  Universo e materia sarebbero quindi mere rappresentazioni fisiche della sua immaginazione, alla stregua del piu' famoso ed anacronistico concetto di antropocentrismo, sviluppatosi sulle congetture tolemaiche del geocentrismo e delle credenze antideterministiche di cui alle correnti dei "crezionisti".


Fig. 29) Creazione e Distruzione

18 Aprile 2016 h. 17.12


Fig. 30) Pulsazione dell'Universo

Benche' la previsione teorica di Tegmark risulti credibile nella sua aderenza esclusivamente matematica, Penrose replica al fisico del MIT di Boston, nel suo modello Orch-Or rivisto e aggiornato al 23 luglio 2013, una sottostima sul valore della velocita' della decoerenza quantistica rispetto alla velocita' di trasmissione dei segnali elettrici. Tegmark avrebbe commesso un errore di stima che renderebbe ancora valida la tesi Penrose-Hameroff, sulla coscienza dell'Universo. L'essere cosciente, se non veloce a sufficienza per il rilevamento sensoriale dei fenomeni quantistici, tuttavia ne e' parte integrante inscindibile, al pari di un qualsiasi transistor all'interno di un computer. Il suo cuore pulsante riflette una pulsazione/fluttuazione universale di cui, sebbene non vi sia traccia fisica evidente, se ne percepisce l'intenzione. Ovviamente matematica.

20 Aprile 2016 h. 01.17



Fig. 31) Fotone

Tuttavia altre e ben definite informazioni ci raggiungono, con dettagli che hanno permesso deduzioni certe circa ulteriori scoperte. Le particelle che compongono la luce, sono portatrici di quanto e' avvenuto nel cosmo sin dalla sua nascita. Il limite connesso alla velocita' finita della luce, purtroppo, non permette l'esplorazione informativa di regioni troppo distanti da noi. La luce rappresenta una frazione limitata di tutto lo spettro elettromagnetico esistente nel cosmo, ed e' l'unica fonte d'informazione visibile agli occhi umani. Essa si distribuisce in relazione alla sua frequenza, inversamente proporzionale alla lunghezza d'onda. Cosicche' lo spettro elettromagnetico della luce visibile e' scisso, come Newton dimostro' a mezzo del suo prisma, in differenti colori le cui frequenze e lunghezze d'onda variano dal rosso all'ultravioletto. E' recente l'esperimento di Oliver Pike insieme al suo team di fisici all'Imperial College di Londra, in base al quale e' stato in grado, attraverso la collisione di fasci di fotoni, opportunamente inseriti in una cavita' detta "hohlraum" (dal tedesco) che possiede la proprieta' di mantenere un equilibrio di radiazioni al suo interno, di generare particelle massive quali elettroni e corrispondenti positroni. Materia ed antimateria. L'intuizione apparteneva a John Wheeler e Gregory Breit, che la predissero negli anni trenta solo in via teorica. L'equazione einsteiniana ancora una volta si conferma valida. L'energia e' convertibile in materia cosi' come e' vero il contrario. Naturalmente l'esperimento si relaziona a quantita' infinitesimali, e, nell'ipotesi di masse piu' pesanti, la situazione si complica, come espresse il premio Nobel Philip Warren Anderson , "More is Different", ovvero, la manipolazione della complessita' risulta piu' difficile. Il corpo umano e' massa, potenzialmente convertibile in energia, e se ne fossimo a tal punto esperti, potremmo ricavarne luce bianca, a sua volta scindibile in sette colori diversi, a loro volta convertibili in sette corpi umani diversi. Scienza teorica.



Fig. 32) Scissione Luce e Massa

20 Aprile 2016 h. 10.53



Fig. 33) Eclissi Solare


L'esperimento di Oliver Pike citato, fa pensare circa la collisione di fasci di fotoni, che viaggiano a velocita' luminale, quale equivalenza d'impatto contro un ostacolo immobile al doppio della velocita' finita. La deduzione piu' banale risulta legata all'eventuale contrario, ovvero, masse che si scontrano alla velocita' della luce. E' noto che la luce non risente della gravita' ma segue la curvatura del tessuto spazio temporale determinato dal peso dei pianeti. L'esperimento sull'eclissi solare del 1919, condotto da Arthur Eddington in collaborazione con Einstein, ha confermato il fenomeno, successivamente sfruttato per la localizzazione e la misurazione della magnitudine di stelle altrimenti diversamente posizionate alla visibilita' dell'occhio umano. La luce che sfiora i pianeti modifica la sua direzione nell'effetto di deviazione causato dalla curvatura del tappeto elastico su cui poggia la massa. Poi prosegue per la sua direzione. Molti degli esempi riprodotti sul citato fenomeno, definito "effetto lenti gravitazionali", evocano il principio di equivalenza elaborato nella teoria sulla Relativita' Generale, secondo cui, l'effetto gravitazionale prodotto dalla vicinanza ad una massa, equivale all'effetto prodotto dal moto accelerato nel vuoto, da un qualsiasi oggetto contenitore. La luce, in questo caso, pur avendo massa pari a zero, curverebbe la sua direzione sotto l'effetto equivalente, confermando ulteriormente il rallentamento del tempo, non piu' relativamente ad un osservatore immobile, ma in riferimento all'osservatore interno al contenitore sottoposto al moto accelerato. Se ne dedurrebbe l'universalita' del concetto, e non piu' la relativita' rispetto a qualsiasi osservatore immobile. Tempo fa, in coincidenza con la missione spaziale presso la ISS in orbita intorno alla terra, inviai il quesito appena esposto al Capitano Samanta Cristoforetti, per un possibile esperimento di precisione circa la curvatura di un raggio di luce sotto l'effetto propulsivo del moto accelerato, determinato in fase di rientro sulla terra. Naturalmente non ho ricevuto alcuna risposta, certo che le urgenze del caso fossero di gran lunga prioritarie.
22 Aprile 2016 h. 13.56





video

Video n. 2) Raggi Ultravioletti

Nel video esposto, si notano le sferette d'acciaio che, opportunamente irrorate di comune gas propano, in moto circolare e irraggiate dalla luce solare, emettono raggi violetti, per l'effetto citato di ionizzazione del gas. Gli elettroni degli atomi che compongono le molecole del gas vengono scalzati dai fotoni dei raggi ultravioletti e quindi il riflesso ottenuto si manifesta quale versione ondulatoria dei raggi stessi. La luce si manifesta, a seconda dei casi, in via particellare e ondulatoria. Il balletto dei raggi ultravioletti che il video riproduce e' una versione ondulatoria, mentre la luce diffusa a ventaglio, rappresenta la versione particellare. L'alta frequenza degli ultravioletti rende particolarmente dannosa la nostra esposizione, e, se non fosse per la protezione atmosferica di cui godiamo, non potremmo trascorrere piu' di cinque o dieci minuti al sole. Quando si creo' il buco d'ozono per la presenza in atmosfera di eccessi di gas freon, il rischio consisteva nel mancato filtraggio dei raggi ultravioletti, benche' nella sfortuna, il buco si creo' nei pressi del circolo polare artico.  I comuni raggi solari, che vediamo spesso riprodotti in dipinti o anche in natura, rappresentano dunque la versione ondulatoria dell'elemento. Quando, all'inizio dell'autunno, i colori appaiono piu' vividi, e' perche' la luce forma con la terra un angolo d'incidenza particolare e i raggi solari manifestano tutto il loro vigore. Nella foto della fig. 34 invece, e' rappresentato il percorso di un raggio infrarosso (volgarmente definito laser), solitamente invisibile sino al punto d'impatto con la materia. Nel caso specifico, un po' di fumo, che svolge il ruolo di materia un po' piu' densa dello stato gassoso, lo rende visibile all'occhio umano.


Fig. 34) Laser

26 Aprile 2016 h. 3.15

La luce, quindi, interagisce con la materia. Le particolari luminescenze presenti in particolare sui metalli irraggiati dalla luminosita' solare, paiono quali strati energetici impalpabili, al pari della luce che ricopre il sottile filamento di tungsteno nelle comuni lampade ad incandescenza. Niels Ryberg Finsen, medico vissuto a cavallo del '900, scopri' le importanti implicazioni della luce, in particolare dei raggi ultravioletti, sullo stato di salute di pazienti affetti da lupus vulgaris, ottenendo riscontri strabilianti. I bagni di luce prescritti da Finsen riportavano risultati consistenti in diverse altre patologie e la fototerapia gli valse il premio Nobel per la medicina nel 1903. Come visto, l'effetto della luce sulla materia determina un'interazione fra massa ed energia. Il visibile puo' divenire invisibile e viceversa. E' recente la notizia secondo cui un team di ricercatori norvegesi della Arctic University ha localizzato sul fondo del mare di Barents, enormi crateri da cui saltuariamente fuoriescono bolle di proporzioni gigantesche di gas vulcanici, nella cui composizione risultano presenti in percentuali apprezzabili metano ed elio. I ricercatori hanno cosi' collegato tutti i misteri legati alle sparizioni di imbarcazioni e aerei, in specie nel triangolo delle Bermuda, alle citate bolle di gas che avrebbero determinato le condizioni ideali per la scomparsa di oggetti ed esseri umani. La notizia e' stata poi ridimensionata, per le troppo vaghe implicazioni scientifiche. Resta certa l'energia di ionizzazione che deriva dal processo di ionizzazione dei gas nobili, in cui il potenziale risulta particolarmente elevato. Qui di seguito, un racconto che potra'  verosimilmente associare l'effetto descritto alla realta' quotidiana.
28 aprile 2016 h. 13.05

                                              INTRIGO IN AZIENDA
                                     
                                        Primo Capitolo

Lavoravo in quel posto da tre mesi. Non rappresentava la mia massima ambizione, ma dovevo sopravvivere, i soldi erano pochissimi. Era una fabbrica di barattoli per pomodori pelati. Gia' avevo fatto esperienze simili, lavorando presso uno studio privato e, tempo prima, in una fabbrichetta di prodotti artigianali. Brevi periodi, avevo sempre preferito lavorare in proprio, in completa liberta'. Questa volta era diverso. Avevo necessariamente bisogno di soldi, da tempo cercavo un'occupazione, anche temporanea.
Conobbi lo staff di lavoro. Una ragazza prossima al matrimonio e due uomini: un direttore di mezza eta'  di nome Archie ed il suo aiutante,  Junkye. Archie era molto intelligente, lavorava come un automa ed ogni sua scelta risultava quasi mai sbagliata. Junkye era un personaggio tipico, facile da comprendere, molto provinciale ed ambizioso. Archie era un maniaco della perfezione. Ripeteva un'azione piu' volte, la sua paura piu' inconscia era l'errore, al punto da sembrare paranoico. Aveva dedicato la maggior parte della sua vita al lavoro. Spesso mi ritrovavo ad osservarlo nei suoi movimenti. Nascondeva un conflitto, un problema non risolto, qualcosa che consumava la sua vita giorno dopo giorno. A volte sorrideva o raccontava di qualche evento divertente. Sembrava che recitasse un ruolo, ma il suo volto nascondeva una grande tristezza. Anch'io a volte mi sentivo come lui, triste e deluso dalla vita. Archie era stato una persona importante ed accadeva che egli parlasse del suo passato, circa i suoi successi e  le scelte nei momenti critici, come se fossero il riscatto del suo presente. Viveva una vita mediocre, malgrado le sue conoscenze fossero grandi. Terminato il lavoro, spesso mi accompagnava in auto dal giornalaio o a casa mia. Erano i momenti in cui riusciva ad aprirsi confessando i suoi piu' intimi segreti. Sono sicuro che odiasse profondamente chiunque faceva parte dell'ambiente di lavoro, ma questo non riusci' mai a dirlo. Spese dieci anni della sua vita in quella fabbrica, lavorando dodici ore al giorno. Non riuscivo a credere che amasse quella condizione, anche perche' la sua retribuzione non era del tutto adeguata. Non era proprietario di un'abitazione, non possedeva cose importanti, tranne l'automobile, qualche mobile ed una quantita' di libri. Spesso diceva che la sua piu' grande ricchezza era la moglie. Forse lei lo aiuto' non poco ad ingoiare quella vita mediocre. Una persona intelligente non puo' accettare condizioni di vita insoddisfacenti. Avevo indovinato. Un giorno, Archie mi confesso'  che non aveva mai amato il lavoro che faceva e che la vita a volte ti costringe a piegarti tristemente.  Ancora non ero al corrente circa la sua vita privata, casa sua, la moglie, e nemmeno avevo mai chiesto notizie a riguardo, perche'  preferivo immaginare da solo il suo mondo. Il mio ruolo consisteva nell'apprendimento di cio' che lui faceva per poterlo sostituire il giorno in cui avrebbe lasciato quel posto per uno migliore.  Si trattava di un lavoro di alta responsabilita', controllo dei processi contabili interni. 
I primi tempi ero terrorizzato al pensiero di cadere nella stessa trappola in cui egli era caduto, poi mi tranquillizzai. Chiamavo Junkye Signor No. Soleva contraddirmi e mi provocava col suo modo di fare. Era molto vicino ad ambienti sospetti e lo criticavo per quelle scelte e le sue vedute.  Archie talora soffriva di esaurimento nervoso. Junkye mi raccontava di quel problema come se Archie fosse lievemente matto. Capii che cercava in me qualche complicita' contro di lui, e che avrebbe probabilmente usato la stessa strategia eventualmente contro me.  Questo  e' stato il motivo principale per cui non ho mai concesso a Junkye molta confidenza.  Anche perche' ero certo che la fragilita' di Archie costituisse, piu' che una debolezza, un elemento di forza, per la grande sensibilita' che lo caratterizzava. Con l'andar del tempo, realizzai che quell'uomo non era un maniaco, ne' un paranoico e tanto meno un pazzo, ma che tutti coloro che gli roteavano intorno lo volevano cosi'. Perche' ? Ho trascorso settimane a pensarci ed infine ho concluso che forse quelle affermazioni rappresentavano per Archie la sua stessa salvezza. Egli sapeva troppo circa l'ambiente malavitoso che interagiva con gli affari della fabbrica.  Un territorio dolce, che genera frutti amari.  Archie era condizionato al punto da sembrare un cagnolino fedele. Cosa facevo io in quel luogo ? La fabbrica lavorava in un settore altamente competitivo e le strategie di sopravvivenza in quella giungla erano di certo non del tutto lecite; l'omerta' spadroneggiava cosi' che nessuno apriva bocca.  V'e' stato un istante in cui ho persino dubitato dell'onesta' di Archie, credendo che egli fosse il complice di una banda di criminali, ma e' stata solo pura immaginazione. Questo perche' stranamente a volte il suo comportamento cambiava. Egli diveniva un cinico spietato, pronunciando frasi che mai avrei scommesso potessero uscire dalla sua bocca, per fortuna solo parole. Ho giustificato quei momenti quali strategie di autodifesa, poste in essere per apparire piu' rozzo al cospetto di probabili pericolosi individui. Anch'io di giorno in giorno, ho imparato a muovere bene i miei passi in quel terrritorio fangoso. Tecnologie industriali, "know how", flussi di cassa miliardari, coinvolgimenti bancari, affari sporchi, tangenti e quant'altro. Dovevo decidere cosa fare, tuffarmi in quel labirinto o seguire le mie aspirazioni di scrittore affamato. Scrivevo per un piccolo giornale e di tanto in tanto, collaboravo in qualche set cinematografico. Non avevo scelta, avevo bisogno di soldi percio' rimasi al mio posto, incantato dallo spettacolo offerto dai barattolini di latta che uscivano disposti in fila indiana come nanetti senza testa. I loro corpi di banda stagnata apparivano come stelle splendenti sotto i raggi del sole. L'intero sistema di produzione sembrava una giostra colossale. Meraviglioso. Conclusi che adoravo quei barattoletti, ogni loro singola particella, uno dopo l'altro come una catena magica e infinita.

                                                  Secondo Capitolo

Erano le  7.30 ed ero alla mia scrivania. Archie era in ritardo, strano perche'  di solito era di grande puntualita'. Ho provato a rintracciarlo sul cellulare invano, nessuna risposta. Alle 9.00 iniziamo a preoccuparci. Il Signor No chiama la moglie, nessuna risposta. Pensiamo immediatamente ad un ricovero d'urgenza presso qualche ospedale, come a volte accadeva per il suo esaurimento nervoso. Tentiamo ancora ripetutamente, senza risultati. Alle 16.00 squilla il telefono. Una voce mi comunica che Archie era sotto sequestro, che stava bene e che per la sua liberazione erano necessari cinque milioni di euro, quindi una brusca interruzione. Ero li' come un pezzo di ghiaccio, pensando al da farsi. Chiamo la Polizia e racconto accuratamente l'accaduto. Frattanto il Signor No con Kristine l'impiegata mi giravano intorno ed a seguito del passa parola, altri impiegati e operai giungevano in ufficio per avere notizie precise. Chi mai poteva essere interessato alla vita di Archie, dal momento che non possedeva ne' denaro ne' cose preziose. La polizia irrompe in ufficio. Prendono tutte le informazioni, fanno domande su dettagli importanti. L'allarme e' stato diffuso in breve tempo a tutti i commissariati di zona.  Ho reso la mia testimonianza circa la telefonata ricevuta e sono tornato a casa. La campana della chiesa di fronte la mia finestra, suona dodici rintocchi. Non riuscivo a prendere sonno, il mio corpo era teso e la mia mente ruotava al pari di una lavatrice in centrifuga. Qualcosa sfuggiva al mio controllo. L'unica domanda che mi ponevo era perche' perche', perche' e perche'. Decido di avviare un'indagine personale sulla vita di Archie, della quale conoscevo ben poco. Chiamo la moglie, la trovo sveglia benche' mezzanotte passata, in attesa di nuovi sviluppi. Dalla voce triste e dolce, ne immagino il volto, sicuramente bello. Mi presento e lei conferma di conoscermi per via indiretta, dai racconti di Archie. Liz, il suo nome, parla a lungo, rivelando quanto potesse essermi utile per l'indagine. Dice che l'auto di Archie era stata ritrovata per strada lungo la costae che stranamente, quel mattino, il loro cane era agitato. Ha pianto a lungo quando Archie era partito. E' risaputo che gli animali hanno particolare sensibilita' per cio' che riguarda taluni  eventi speciali, quali i sismi o i fenomeni atmosferici, ma quella era una situazione diversa. Cookie, il cane, aveva percepito qualcosa che Archie gia' sapeva. In particolare quel mattino, Archie era consapevole che qualcosa di negativo sarebbe accaduto. La voce telefonica che chiedeva il riscatto era nella mia mente. Non mi ricordava nulla e nessuno che conoscessi. La notte scorre lenta ed all'alba sono ancora assorto nei miei pensieri.  Poco dopo raggiungo il mio ufficio, il mio volto e' teso e stanco, la Polizia e' gia' sul posto. Ho sperato in qualche buona nuova, nulla di fatto. Erano li' per ulteriori approfondimenti, poco dopo abbandonano la sede e la vita riprende come ogni giorno. Ad ora di chiusura ancora nessuna notizia. Prendo la strada di casa e d'improvviso ripenso al periodo di poco successivo alla fine dell'anno. Di solito la produzione di barattoli si attestava a circa quarantamila unita' mensili, ovvero quasi cinquecentomila pezzi all'anno. Gli ultimi due mesi dell'anno, invece, mancavano all'appello circa ventimila unita' e Archie scavo' a lungo per scoprirne la causa. Nessuno avrebbe potuto rubarli, per via dell'alto numero, dei mezzi necessari e soprattutto dello scarso profitto.  Forse avrebbero potuto rubare i fogli di banda stagnata, la materia prima, ma il contatore della macchina produttrice non mente. I fogli di banda stagnata entrano nel processo di produzione uno alla volta e non v'erano dubbi sull'impossibilita' di loro sparizioni. La questione rimase irrisolta. Archie rimase per l'intera settimana chiuso in casa cercando la soluzione a quell'evento incredibile ed il proprietario dell'azienda, il Sig. Jones, chiuse l'argomento minimizzando. Ebbi la marcata sensazione che nessuno avesse interesse a comprendere le ragioni di quel mistero, o probabilmente, che tutti volessero occultarle. Il giorno dopo raggiungo il settore di produzione  a controllare ancora tutto il processo. I barattoletti apparivano nella loro discesa verso il basso come masse critiche, un concetto di fisica che si riferisce al momento in cui la materia vive un momento critico della sua esistenza. Esso e' dato da un insieme di fenomeni, in particolare quando i "tardioni",  tutte le particelle della materia, iniziano ad avere una reazione che le trasforma in energia. I barattoli percorrono un binario entro cui acquisiscono velocita' su di un piano inclinato, masse gravitazionali senza resistenza alcuna alla propria caduta, ove la gravita' opera quale forza attrattiva per il loro spostamento. Era fantastico assistere a quello show, un mix di forze meccaniche e naturali. E' stato il momento in cui ho pensato alla possibilita' scientifica per la soluzione dell'enigma connesso alla sparizione dei barattoli, ma diverse altre incognite minavano il risultato.  Ho sentito che la sparizione di Archie doveva essere in qualche modo collegata al mistero dei barattoli mancanti. Appena in casa, mi appresto a formulare un quesito al Centro Nazionale per le Ricerche, chiedendo loro quante fossero le probabilita' che le mie congetture avessero riscontro nella realta' scientifica.


                                                       Terzo Capitolo

Liz viveva in una deliziosa casetta. Non aveva figli, solo Cookie, il cane. Ero li' per testimoniare la mia solidarieta' e per carpire ulteriori informazioni. Lei era come immaginavo, delicata e sensibile. Archie mancava da 48 ore ed ancora dovevamo ricevere istruzioni relative al rilascio ed al pagamento. Nessuno avrebbe pagato quella cifra spropositata. Il proprietario della fabbrica avrebbe messo  a disposizione solo una piccola parte e Liz era davvero preoccupata circa gli sviluppi della faccenda. Ho tentato di tranquillizarla auspicando la migliore ipotesi risolutiva, ma nulla poteva essere dato per certo e scontato. Liz raccontava che da quando Archie trascorse quell'intera settimana in casa, cambio' atteggiamento. Era proprio il periodo della sparizione dei barattoli. Parlava di Archie, ricurvo sui suoi libri, a leggere e pensare. Le ho chiesto che genere di libri leggesse, ma lei vi non fece caso. Infine le chiedo se avesse fornito le stesse informazioni che mi aveva appena comunicato alla Polizia. La risposta e' si. Prima di lasciarla bevo il te' ancora caldo, pensando che la teoria relativa all'umore negativo di Cookie era giusta, dal momento che Archie, durante quei giorni, era seriamente preoccupato per gli eventi futuri. Liz ritiene di aggiungere qualche dettaglio di riferimento relativo ai due mesi precedenti la crisi di Archie. Precisa che a quel tempo occorsero strani avvenimenti, ai quali non diedero particolare importanza, ma ora, quelle strane coincidenze potrebbero avere senso compiuto alla luce del rapimento di Archie, una sottile e ineffabile connessione. Mi risiedo ed ascolto attentamente cio'  che si appresta a riassumere. Dice che diverse volte, tornati in casa da passeggiate o visite agli amici, ha percepito la sensazione di qualcuno, che approfittando della loro assenza, avesse violato il loro spazio privato. Non mancava mai nulla e gli oggetti erano sempre al loro posto ma gli odori diffusi nell'ambiente non risultavano quelli abituali domestici ed inoltre il comportamento di Cookie non rispondeva al suo solito, dimostrando nervosismo e irascibilita'.  Continua elencando le tre volte in cui l'automobile ando' in panne, le tre circostanze in cui s'interruppe l'erogazione dell'energia elettrica, sebbene avessero pagato le bollette entro i termini e le condizioni atmosferiche fossero buone. Lo stesso accadde per l'erogazione del gas, per due volte, senza alcuna apparente ragione. Eventi singolari che potevano essere riletti quali minacce indirette. Aggiunge l'episodio in cui ricevettero un pacco postale del cui contenuto non si accertarono perche' rispedito al mittente, e ricorda infine le diverse sanzioni stradali contestate in via giudiziaria, in quanto Archie era un guidatore rispettoso e abile. A quel tempo pensarono si trattasse di errori del calcolatore centrale. Se era attendibile la possibilita' di semplici errori di comunicazione o meri disservizi di fornitura, altrettanto strana pareva la circostanza che tutto si verifico' unicamente nel corso di quei due mesi. Liz chiude la parentesi, l'abbraccio con affetto e volo via. Per strada penso alla possibilita' di recarmi al posto di Polizia per fornire quegli ulteriori indizi, ma concludo in breve che avrebbero potuto tacciarmi di follia. 
Il giorno successivo, seduto al mio posto di lavoro, il Sig. Jones mi convoca presso il suo ufficio.  Di fronte a lui, mi informa di essere a conoscenza delle mie indagini sul caso di Archie e, pur comprendendo le profonde motivazioni che mi spingevano a tale impegno, mi prega di bloccare tutte le investigazioni e di continuare il mio lavoro di routine, lasciando alla Polizia il compito di svolgere quel lavoro. Forse intendeva limitare ogni possibile fuga di notizie all'esterno della fabbrica, ed era molto probabile che temesse ripercussioni in campo fiscale.  A quel consiglio, rispondo di essere disposto a fare tutto il possibile per aiutare Archie e Liz, e che cio' non avrebbe sottratto tempo utile al lavoro in azienda. Concludo che non avrei potuto essere cieco in quella tragica evenienza. Mi fissa a lungo senza parlare, saluto e lascio il suo ufficio. 
La Polizia conduceva le sue indagini nell'ambiente criminale e malavitoso locale, annaspando nel buio. Anche la vita di Archie era oggetto della loro attenzione, alla stregua di un fuorilegge, tanto che esploravano ogni possibile meandro del suo passato. Il giorno dopo ero intento alla chiusura dei conti quando il telefono squilla, alla mia risposta la stessa voce di cui avevo memoria mi fornisce le istruzioni per la definizione del pagamento e del rilascio di Archie. Aziono il registratore posto nel cassetto della scrivania, il rapitore fissa in sette giorni da quel momento il termine per lo scambio, il tempo necessario a mettere insieme la cifra richiesta, ed aggiunge che avrebbe richiamato per fissare il luogo della contrattazione. La voce non era esattamente uguale a quella di cui alla prima telefonata, era lievemente distorta ma dall'accento inconfondibile potevo affermare con tutta sicurezza che si trattava della stessa persona. Corro dal Sig. Jones e lo informo sulle istruzioni ricevute, ed egli chiama subito la Polizia. In breve tempo  giunge in azienda una pattuglia, sequestrano il nastro della registrazione e spariscono. Il sig. Jones si avvicina e mi comunica di avere pronti ottocentomila euro, tutto cio' che poteva dare, e sommessamente, mi consiglia di mantenere il riserbo assoluto. Ribatto che avrebbe dovuto informare la Polizia e Liz. Risponde che l'avrebbe fatto. Ho apprezzato molto il suo gesto, ma ero piu' che convinto che quella decisione era dettata da altra specie di interessi, non certo per la vita di Archie. Chiudo  l'ufficio e torno a casa. Era scuro e ventoso. D'improvviso un palo del telefono schianta sul suolo e blocca la viabilita'. Qualche secondo prima e sarei rimasto schiacciato dal suo peso. Mi avvicino alla base del palo e noto le tracce di un danno preesistente, probabilmente determinato da un'auto in corsa. Informo la protezione civile e raggiungo casa.


                                                      Quarto Capitolo

Di buon mattino raggiungo il posto di Polizia. Forse erano gia' al corrente di quanto Liz mi aveva comunicato, ma avevo deciso di raccontare loro le mie ulteriori supposizioni. L'agente di guardia mi ferma, richiede un documento identificativo e le ragioni della mia visita. Porgo la mia carta d'identita' e spiego di essere li' per il caso di Archie, chiedendo dell'ispettore titolare delle indagini. Rivolgo qualche parola ancora cercando di individuare meglio la voce dell'agente. La sua voce, si, la sua voce, sembrava essere quella voce, la stessa che udii alla prima conversazione col rapitore di Archie. Stesso accento e stesso registro. Una tensione nasce fra di noi. L'agente cambia atteggiamento. Arresta la conversazione e mi restituisce il documento. A denti stretti mi mostra il percorso per raggiungere l'ufficio dell'ispettore. Lo raggiungo veloce, mi faccio annnciare, poi entro, prendo posto alla sua scrivania e con calma gli spiego  le ragioni della mia visita. Tutto cio' che Liz mi aveva raccontato, senza accennare alla volonta' del Sig. Jones di pagare parte del riscatto ne' dei miei sospetti sulla voce dell'agente di guardia. L'ispettore Callaghan mi informa sugli sviluppi delle indagini assicurandomi di essere davvero vicini alla soluzione della vicenda. Dopo un cordiale commiato, lascio il suo ufficio ed all'uscita incrocio di nuovo l'agente che ora mi da' le spalle. Di nuovo in azienda, all'interno dell'ufficio la cosa piu' ingombrante era il posto vuoto di Archie. Ancora cinque giorni e la data di scadenza per la trattativa sarebbe arrivata. Ero ancora in alto mare. D'improvviso una chiamata per me. Era il Centro Nazionale per le Ricerche che mi fissava un appuntamento per il giorno successivo. Avrei incontrato il direttore. Lascio immediatamente l'ufficio. Alla soglia d'ingresso incontro il sig. Jones che mi ricorda il suo consiglio di arrestare le mie indagini. Gli dico che ero diretto alla banca per verificare alcuni accrediti. Per strada continuo a chiedermi su quanto Archie era riuscito a scoprire non capendo il perche' egli non ne avesse mai parlato. Raggiungo casa mia e consulto alcuni miei vecchi libri di fisica, ripetendo i conctti piu' importanti. In finale il mio quesito non mutava la sostanza. Ventimila barattoli per pomodori pelati erano spariti collassando in energia ? Se si, il sig. Jones era sicuramente al corrente di tutto, ed anche la Polizia. Corro da Liz e la informo sul quesito inviato al CNR e sull'appuntamento da loro fissatomi per il giorno successivo. La prego di accompagnarmi in qualita' di amica e testimone. Accetta di buon grado, ringraziandomi per quanto stavo facendo. Torno in azienda. Al settore produzione controllo ancora la catena di barattoli che percorre il binario di smistamento. V'e' un punto specifico del percorso in cui la luce solare penetra all'interno dell'opificio attraverso una finestra e, calcolando correttamente l'inclinazione del sole, realizzo che nei mesi di novembre e dicembre si verifica la congiuntura ideale per cui i raggi del sole  impattano direttamente sulla fila di barattoli in caduta gravitazionale. Gli ultimi due mesi dell'anno hanno una luce particolarmente incidente, similarmente ai raggi laser. Avendo la luce una doppia natura, di particella e onda, ho supposto che la finestra permettesse la penetrazione all'interno dell'edificio di onde di luce e non particelle, che avrebbero la proprieta' di trascinare nel loro percorso tutte le particelle con cui impattano, rilasciando energia. Dette onde sarebbero in grado di includere nel proprio flusso e velocita' diverse e differenti particelle che appartengono alla materia. Cio' che rimaneva in dubbio era come le particelle della materia potessero raggiungere la velocita' minima richiesta perche' la formula di Einstein fosse esaudita. Verificando l'intero ciclo di produzione partendo dal principio, scopro che nel punto in cui i macchinari provvedono alla saldatura dei lembi del barattolo, conferendogli la nota forma cilindrica, ogni pezzo e' adeguatamente irrorato di un gas, per l'esattezza azoto liquido, il quale conferisce una maggior garanzia di resistenza alla saldatura fra i due margini del barattolo. L'azoto ha quasi la stessa temperatura del vuoto in cui fluttua il nostro universo ed e' probabile che le sue particelle siano relativamente radioattive. Cio' potrebbe significare che esse abbiano una velocita' di spin piu' elevata, tale da influenzare le particelle dei barattoli aiutandole a raggiungere la velocita' minima necessaria per la conversione della materia in energia; una sorta di fusione fredda, ove l'onda di luce perfeziona l'esperimento, collidendo con tutte le particelle ed eccitandole ulteriormente, rendendo possibile, quindi, in assenza di gravita', l'equazione secondo cui la materia equivale ad energia pura. Forse quella era la ragione per cui mancavano all'appello ventimila barattoli e forse Archie aveva scoperto proprio cio' che non doveva scoprire. 

Quinto Capitolo

Con Liz stavamo entrando al CNR. Incontriamo il direttore, Dott. Slyakhter, e descriviamo l'intero quadro in cui si consumava la tragica vicenda di Archie. Il direttore e' stupito. Egli inizia a trattare l'argomento di cui al mio quesito, spiegando che avevano approfondito il problema perche' di particolare rilevanza, sebbene esista una letteratura abbastanza diffusa. Slyachter chiede di poter visitare l'azienda e l'intero processo di produzione. Informo il direttore che non v'era tempo utile finche' Archie restava nelle mani dei banditi, e che era importante risolvere l'enigma al piu' presto. Gli chiesi se fosse mai possibile, come descritto nel quesito inviatogli, ottenere lo stesso risultato della formula di Einstein, concernente massa-spazio-tempo, nell'ambiente gravitazionale terrestre. Slyachter risponde che era impossibile, eccetto in aree specificatamente dedicate.  I grandi acceleratori di particelle esistevano per quella ragione. Era inoltre impossibile tentare un esperimento presso la loro sede, percio' era molto curioso sulla verifica delle condizioni di esercizio della fabbrica di barattoli, poiche' se fosse stato vero, anche in minima parte, cio' che avevo ipotizzato, sarebbe stato un grande risultato per l'intera comunita' scientifica. Malgrado il sig. Jones non fosse d'accordo sul prosieguo delle indagini, mi accollo la responsabilita' di mostrare al direttore l'intero processo di produzione della fabbrica.  Una volta all'interno dell'opificio egli procede al controllo di ogni dettaglio, citando formule, frasi e nomi di illustri scienziati. Quindi procede alle riprese fotografiche. Barattoli in movimento e barattoli fermi, dopo di che torniamo al CNR. Le fotografie confermavano una differenza di illuminazione fra i due stati fisici in cui i barattoli erano stati ripresi. Una particolare luminescenza caratterizzava quelli in movimento, presente in minor misura su quelli in stato di quiete. Il direttore conclude che quella differenza poteva essere la risposta alle nostre domande.

                                                       Sesto Capitolo

Liz scende dalla mia auto, e'  notte fonda, percio' attendo che entri in casa. Lungo il percorso che porta alla mia dimora, vedo che le luci nell'azienda di Jones sono ancora accese. Fermo l'auto e spio da lontano per capire il motivo. Tre o quattro individui discutono animatamente, fra loro il Sig. Jones. Raggiungo la finestra in silenzio e noto quei volti. Junkye, l'agente di guardia della Polizia, ed un operaio. Ascolto le loro voci. Jones e' agitato. Da' mandato a Junkye di uccidere Archie e di nascondere il corpo. Junkye sfiora la sua arma, l'agente pone un netto rifiuto a quella decisione, affermando di non volere partecipare al crimine ma Jones lo incalza violento, ribadendo che era troppo tardi per tirarsi indietro. Junkye assicura un lavoro pulito. Prendo le distanze e penso al da farsi. Era necessario contattare qualcuno al di sopra di ogni sospetto. Rammento una vecchia novella zen, in cui il cliente di un macellaio chiede per il miglior pezzo di carne in vendita ed il macellaio risponde che tutta la carne era buona nel suo negozio. Dovevo avere fiducia, malgrado quanto avessi visto e sentito. Chiamo in fretta l'ispettore Callaghan e lo informo sulla necessita' di un incontro immediato per importanti sviluppi sul caso di Archie. Poco dopo ci incontriamo e dopo averlo aggiornato sui fatti, egli mi consiglia di non reagire, di tornare a casa e dormirci sopra. Ribatto con grande inquietudine che Archie era in serio pericolo di vita. Con calma Callaghan mi invita ad aver fiducia. Piu' tardi, steso sul mio letto, ricevo la sua chiamata che mi comunica sul successo dell'operazione. Archie era stato salvato. Callaghan aveva raggiunto l'agente di guardia e poco dopo era riuscito farlo confessare. Junkye e Jones erano agli arresti. Mi rivesto in tutta fretta e mi reco da loro. Con grande emozione rivedo Archie, c'era anche Liz. Chiedo sulle motivazioni alla base di quel rapimento e Archie mi informa sul contrabbando di oro organizzato da una rete di malviventi. Resto meravigliato. Archie dichiara di aver scoperto che uno stock di banda stagnata era di oro vero, dato che una qualita'  speciale di quel materiale aveva solo l'aspetto dell'oro. Quindi quella partita di oro vero era parte di un traffico organizzato in cui erano coinvolti decine di altri criminali, ora assicurati alla giustizia. L'operaio addetto al processo di produzione, rettificava opportunamente il contatore dei fogli di banda stagnata, man mano che gli esemplari d'oro entravano in magazzino, cosicche' risultava chiaro l'ingresso delle unita' nella catena di produzione, senza che venisse prodotto alcun barattolo. Gli chiedo allora come avesse mai scoperto tutto il complotto ed Archie risponde semplicemente per un caso accidentale. Un pesante utensile era caduto sul foglio di banda stagnata dorata, e di solito, a quel tipo di sollecitazione, il film dorato si distacca rivelando l'anima in acciaio. In quel caso Archie noto' che il foglio danneggiato era d'oro vero. L'operaio complice del traffico clandestino aveva assistito alla scena e quindi informato Jones sul pericolo di essere scoperti.  Elementare e diabolico. 

                                                      Settimo Capitolo

Disteso sul mio letto penso all'intera vicenda ed alle coincidenze che mi avevano condotto ad investigare sulla falsa pista delle sparizioni. Il Dott. Slyakhter era certo sulle differenze evidenziate dalle foto che aveva scattato. L'avrei incontrato nei giorni successivi, ma appena due ore dopo egli mi chiama e mi comunica con grande sorpresa di aver effettuato un esperimento in un area radioattiva opportunamente protetta, dove una massa, posta in stato di moto apparente ed in apparente assenza di gravita', rivelava uno stato fisico prossimo alla trasparenza se esposta ad alti livelli di radiazione e onde luce. Cio' li avrebbe spinti a perfezionare le teorie esistenti sul teletrasporto. La sua gioia si fonde alla mia quando comunico l'esito positivo del caso Archie, spiegando dettagliatamente i retroscena che l'avevano determinato. Ci salutiamo entrambi vittoriosi, mi copro per bene con la coperta ed affronto il mio primo vero lungo sonno tranquillo.
 
                                                                      Mario R. Zampella

Nel corpo del racconto appena pubblicato, si nota un termine sconosciuto alla scienza accreditata ma non per questo meno interessante. Esso riferisce alla visione di tal Daniel Kirchman, il quale, nel suo piccolo, ha elaborato una teoria in cui tutte le classificazioni delle particelle elementari note in fisica, sono ridotte in due gruppi sostanziali: tardioni e luxoni. I primi, apparterrebbero alla famiglia di tutte le particelle cosituenti la materia, la cui velocita' e' inferiore a quella luminale. I secondi sarebbero associati a tutte le particelle che viaggiano alla velocita' della luce e percio' prive di massa.  Kirchman procede all'elaborazione di una teoria secondo cui sarebbe possibile in via teorica un probabile mescolamento, per certi versi simile al moto Browniano, di particelle dell'una e dell'altra famiglia, che darebbero quale risultato finale una materia distorta dai concetti classici a cui riferiamo in relazione a tale stato. Ossia una sorta di smaterializzazione, mescolamento di particelle e rimaterializzazione in nuovo aspetto di tutto cio' che conosciamo quale realta' consolidata. Il concetto riprende in qualche modo la definizione del teletrasporto quantistico e, per concedere la possibilita' di una visione abbastanza realistica, e' d'uopo citare il film fantascientifico di David Cronemberg, titolato "La Mosca", in cui, uno scienziato, nel tentativo sperimentale di smaterializzarsi all'interno di un ambiente asettico e rimaterializzarsi in uno corrispondente a pochi metri di distanza, non valuta la possibilita' che viene a concretizzarsi per pura casualita', di mescolare le sue particelle con quelle di una mosca. Naturalmente il risultato e' catastrofico, avendo il DNA umano assorbito quello della mosca inopportunamente presente all'interno del vano in cui l'esperimento si e' svolto. Sebbene Roger Penrose e molti altri autorevoli scienziati abbiano discusso e teorizzato modelli scientifici che richiamano il teletrasporto, purtroppo esso appare ancora una meta difficile, se non per microrealta'  che interessano particelle infinitesimali quali fotoni e elettroni. La teoria di Kirchman e' altresi' riconducibile alle transizioni di fase fra particelle che  danno luogo al fluido quantistico (condensato Bose-Einstein), uno stato della materia non convenzionale al pari del plasma gassoso cosmico.
30 Aprile 2016 h. 19.12


Fig. 35) Radiazione Cosmica di Fondo

Daniel Kirchmann basa la sua teoria su una celebre frase di Isaac Newton, che recita: «Are not gross Bodies and Light convertible into one another, and may not Bodies receive much of their Activity from the particles of Light which enter their Composition? The changing of Bodies into Light, and Light into Bodies, is very conformable to the Course of Nature, which seems delighted with Transmutations. [...] And among such various and strange transmutations, why may not Nature change Bodies into Light, and Light into Bodies? » (IsaacNewton - Optics 1704, Book Three, Part 1 Qu.30.) «Non sono i corpi e la luce convertibili uno nell'altro, e non possono i corpi ricevere molto della loro attivita' dalle particelle di luce che penetrano la loro composizione ? Il cambiamento dei corpi in luce e della luce in corpi si conforma non poco alle leggi di natura che sembrano gioire con la trasmutazione. E fra cosi' varie e strane trasmutazioni, perche' la natura non potrebbe mutare corpi in luce o luce in corpi ?». Torniamo quindi alle deduzioni teoriche di John Wheeler ed al recente esperimento di Oliver Pike, in cui la collisione di fotoni ha prodotto elettroni e positroni, ovvero masse con cariche negative e positive. Chiaramente la teoria di Kirchmann lascia una traccia non percepibile dalla comunita' scientifica internazionale, ma rappresenta comunque un pensiero, ben documentato, una POC (Proof of Concept) da non scartare nelle dinamiche complesse che coinvolgono energia,  massa e loro scambi di stato. La trasmutazione e' un concetto alchemico che nasce anticamente, condannato e punito severamente a seconda dei casi. Associato alla stregoneria, ha prodotto numerose ingiustizie e condanne a morte per l'esercizio di attivita'  legate alla magia nera. Pertanto abbandoniamo eventuali e mai dimostrate congetture di cui ancor oggi, particolarmente in zone rurali, se ne celebrano riti e misteri. Sul nostro pianeta, come detto, giungono gran quantita' di notizie, per cosi' dire criptate, a cui abbiamo accesso a mezzo di opportune decrittazioni, le cui chiavi di lettura sono state elaborate lungo le ricerche cosmologiche che intelletto e progresso hanno reso possibile. E cosi', come l'interpretazione delle informazioni recate dalla luce anche il suono ha giocato la sua parte significativa. Le Microwave Background Cosmic corrispondono ad un rumore di fondo proveniente da quella singolarita' iniziale cui ha dato vita al nostro Universo. Si tratta di un suono costante, scoperto per caso da Arno Penzias e Bob Wilson, i quali, credendo inizialmente si trattasse di disturbi causati da volatili presso l'antenna ricevente, si stupirono non poco nel constatare che l'Universo aveva un suo rumore personale. Da li', il passo per l'accesso a tutta la serie di notizie relative alla nascita ed allo sviluppo dell'Universo, e' stato breve. E' appena il caso di chiarire che le Microonde di cui in argomento, appartengono all'intero spettro elettromagnetico, ed i relativi raggi che bombardano la terra, sono captati dalle nostre antenne quale interferenza presente nella fascia delle onde radio, di cui Guglielmo Marconi fu il principale scopritore.
01 Maggio 2016 h. 18.00


Fig. 36) Evoluzione temporale

Il suono intercettato da Penzias e Wilson rappresento' allora il caso piu' eclatante di serendipity. In cerca di qualcosa, essi ne trovarono un'altra, d'importanza di gran lunga superiore. La Radiazione  Cosmica di Fondo segno' definitivamente il tramonto dell'ipotesi di un Universo statico, ed ha permesso di elaborare la sua piu' dettagliata mappa inerente il lasso di tempo che copre dai 380.000 anni successivi al Grande Bang sino ad oggi. Il satellite Plank ha provveduto costantemente ad inviarci informazioni su galassie, ammassi stellari e nebulose presenti, fornendo il quadro dettagliato della gigantesca bolla in cui la materia si e' via via formata. In definitiva siamo al corrente di cio' che e' accaduto nel corso di 13 miliardi e trecento milioni di anni or sono. Naturalmente molto altro costituisce incognita, ovvero, il 95% del volume dell'universo, costituito da materia ed energia oscura che risultano tutt'ora rivestire il mistero piu' grande. 
03 maggio 2016 h.19.03



Un'altra fonte di informazione proveniente dallo spazio e' rappresentata dai raggi cosmici e da numerose  particelle che giungono sul nostro pianeta. Una particolare attenzione e' rivolta ai neutrini, particelle singolari provviste di una massa esigua, in grado di penetrare la materia come fosse trasparente. Essi sarebbero portatori di informazioni che risalgono sino al secondo successivo dopo il fragore del Grande Bang.



I laboratori dedicati alle ricerche sul neutrino sono generalmente situati in profondita' (sotto il massiccio del Gran Sasso) per le minori interferenze e per la quantita' di materia frapposta sul loro percorso.  I neutrini possiedono una proprieta' che li distingue da tutte le altre particelle, ovvero, la possibilita' di mutare la propria essenza in una diversa configurazione del neutrino stesso. Le tre specie di neutrino sono il TAU, il MU e l'Elettronico e la mutazione interessa in particolare Il TAU ed il MU, percio' anche definiti depositari della proprieta' d'oscillazione. 



Individuarli e' complesso. Il progetto IceCube, al Polo Sud si propone di catturarne ogni singolo dettaglio, a diversi chilometri sotto la calotta polare, in particolare attraverso la localizzazione di una tipica emissione di luce bluastra. La supposizione dell'esistenza dei neutrini fu un'intuizione di Wolfgang Pauli, le cui ricerche contribuirono in via incisiva a tutto il panorama della fisica degli anni trenta. In particolare, lo studio sui decadimenti delle particelle, rivelava una violazione del principio di conservazione dell'energia, che contrastava con tutto il modello standard eretto sino ad allora. 



In sostanza, il decadimento di una particella prevede la trasformazione della sua massa e/o energia in corrispondenti quantita' distribuite diversamente. Qualcosa mancava alla quadratura dei conti, e Pauli ne attribui' le cause all'esistenza di una possibile particella non individuabile. Fu poi Enrico Fermi, del gruppo di studiosi di via Panisperna a Roma, a battezzare la particella col nome di neutrino e Bruno Pontecorvo a individuarne i tre sapori diversi. Ogni giorno, miliardi e miliardi di neutrini penetrano ed attraversano i nostri corpi, senza lasciare traccia alcuna.
05 maggio 2016 h. 15.00


Nel 2011, avvenne un fatto singolare, nell'ambito del progetto OPERA, il cui direttore responsabile fu costretto alle dimissioni. In sostanza furono lanciati sciami di neutrini lungo il tunnel che collega il CERN di Ginevra con il laboratorio sotterraneo del Gran Sasso in Italia. Ebbene, le registrazioni effettuate relative al momento dell'arrivo al Gran Sasso, dimostravano che i neutrini avessero superato la velocita' della luce di qualche frazione di secondo. Le risultanze relative a controlli successivi, confermavano ancora una volta il "miracolo" del superamento della velocita' luminale. La notizia creo' grande clamore per le naturali implicazioni che coinvolgevano tutto l'impianto della relativita' einsteniana. Molte certezze erano state infrante, ma, dopo pochi mesi, a seguito di sperimentazioni svolte in diversi laboratori situati in differenti localita' del pianeta, si scopri' che l'informazione diffusa era sbagliata. In effetti venne riscontrato un errore di sintonia e sincronizzazione a carico  degli orologi atomici posti al traguardo d'arrivo. Ad ogni buon conto, a detta di autorevoli scienziati, risultava particolarmente strano che lo sciame citato non avesse prodotto il tipico effetto Cherenkov, che si sostanzia in una sorta di scia prodotta dal superamento del muro della luce, analogamente a quanto avviene quando si supera il muro del suono. Inoltre, in base alle equazioni einsteniane sulla relativita' speciale, ogni massa, benche' esigua, ad una velocita' pari a quella luminale, dovrebbe raggiungere dimensioni infinite o al massimo dileguarsi nel nulla per la nota equivalenza esistente fra zero e infinito.
06 maggio 2016 h. 15.35


Tuttavia la questione inerente l'equivalenza fra zero e infinito non risulta di semplice acquisizione. Come sostiene Pietro Greco, divulgatore scientifico, lo zero assume dignita' di numero solo intorno al 600 d.c., per merito del matematico indiano Mahavira. Egli giunge alla conclusione che lo zero, oltre alla funzione mediale, svolge un ruolo di operatore, quando, inserito nelle quattro operazioni note, produce risultati significativi. Ma c'e' un errore, secondo cui qualsiasi numero diviso per zero non produce alcun risultato se non il dividendo stesso. L'errore viene  corretto da Bhaskara, altro matematico indiano, che nel XII secolo conclude che qualsiasi numero diviso per zero, produce una quantita' infinita. L'equivalenza assurta fra zero e infinito, quindi resta un intricato quanto comodo costrutto filosofico, a cui i matematici non aderiscono pienamente. Gauss,  per esempio, sostiene che l'infinito non corrisponde a un numero, bensi' equivale ad un semplice modo di dire, che presupporrebbe l'imperfezione e l'incompletezza della disciplina matematica. E furono proprio i famosi tre quesiti, formulati da David Hilbert, inerenti il dubbio che la matematica fosse una disciplina perfetta che condussero Godel a formulare i famosi teoremi d'incompletezza. Tutto nacque secondo la leggenda di Ippaso da Metaponto, che intorno al IV secolo a.c. mise in discussione il famigerato teorema di Pitagora, sostenendo che se i cateti avessero avuto una misura equivalente a 1, il teorema stesso avrebbe avuto problemi di soluzione in quanto la radice quadrata di 2 produce un numero infinito. Leibniz e Newton riusciranno a risolvere la questione col calcolo infinitesimale, ma rimaneva il fatto che gli infiniti, di cui gli antichi filosofi greci ne affermavano l'assolutezza, costituivano un problema matematico di non poco conto. In risposta a tale enigma, Cantor, altro matematico di grande levatura, introducendo la teoria degli insiemi, classifico' gli infiniti in gradi di ordine superiore e inferiore, in attesa che venissero poi elaborati i concetti di discreto e continuo. Come visto, quindi, i matematici hanno molta piu' confidenza con gli infiniti che chiunque altro. D'altronde, in riferimento alle equazioni einsteiniane che attribuiscono massa e tempo infiniti a velocita' pari a quella luminale, risulta inverosimile pensare che una massa in moto accelerato, quindi in crescita proporzionale alla velocita' stessa, d'improvviso scompaia al raggiungimento della velocita' della luce.
07 maggio 2016 h. 12.34



Fig. 37) Tessuto Spazio Tempo


Aristotele non capi' che la resistenza dell'aria e di altri eventuali fattori di attrito, giocano il ruolo decisivo per il progressivo rallentamento e fermata di un corpo in moto non accelerato da propulsioni. Galileo invece, col suo esperimento sulla caduta dei corpi nel vuoto, comprese le varie resistenze che si frappongono alla gravita'. Poi venne Newton, che, con un elegante quanto solida struttura matematica, determino' nella proporzionalita' della grandezza delle masse la loro attrazione reciproca, simultaneamente alla distanza, che aumentando in misura inversamente proporzionale al suo quadrato, ne indeboliva l'effetto d'attrazione. Infine Albert Einstein, con la quarta dimensione spazio temporale, ne stabili' i nuovi principi inseriti nella Relativita' Generale. Le masse sono attratte per la curvatura spazio temporale causata dal loro peso sul tessuto spazio tempo. Da li' la previsione della teoria circa le onde gravitazionali, di cui, la recente dimostrazione scientifica ne ha confermato l'intuito di Einstein. Le onde gravitazionali permeano tutto il tappeto spazio temporale e sono di difficile individuazione, a meno che non si verifichi qualche perturbazione rilevante che ne evidenzia l'increspatura. Il collasso di una stella che si trasforma in un buco nero massiccio, per esempio, determina l'accentuazione dell'increspatura altrimenti molto superficiale. Cosi' le onde gravitazionali, a velocita' luminale, si distribuiscono su tutta la superficie dell'Universo e le loro rilevazioni potrebbero fornire informazioni ancora piu' dettagliate sull'esplosione del Bang, sino a 10 elevato alla -36 secondi successivi alla deflagrazione.  Il fenomeno citato si esprime sempre nel contesto del "continuo", ovvero in quella dimensione della realta' che precede il "discreto" quantistico. Infatti esistono versioni sul fenomeno gravitazionale che prendono spunto dal dualismo quantistico onda-particella, e la cui manifestazione particellare si concretizza nell'esistenza del gravitone, peraltro non ancora dimostrata. C'e' da interrogarsi sulle cause che intervengono nell'attrazione di ogni massa presente nell'Universo, che produce gli avvallamenti nel tessuto spazio-tempo. L'Universo e' in una fase espansiva, determinata da una pressione residua scaturita dal Grande Bang. Detta pressione, associata all'espansione determinata dall'energia oscura, in riferimento anche al principio di equivalenza einsteniano, determinerebbe una spinta che, per effetto dell'elasticita' del tessuto su cui poggiano le masse, causa gli avvallamenti in cui esse risiedono,  producendo l'effetto gravitazionale reciproco finale.
09 maggio 2016 h. 15.48


Fig. 38) Onde Gravitazionali


La fig. 38 rende un idea approssimativa di come le onde gravitazionali interagiscono con lo spazio-tempo, a volte in misura maggiore e a volte minore. Come detto le onde gravitazionali furono previste in prima analisi da Albert Einstein, che ne fece argomento della Relativita' Generale. Egli elaboro' un impianto che corresse i fondamenti newtoniani, benche' tutt'ora validi nei contesti non relativistici. Altre teorie che riguardano la gravita' sono nate nel tempo, in particolare in associazione a quella nuova previsione secondo cui, oltre la quarta dimensione einsteniana, esisterebbero ulteriori dimensioni a noi non percettibili. Theodor Kaluza e Oskar Klein furono i pionieri negli anni '30 dell'introduzione della quinta dimensione. Da li' in poi, si e' sviluppata la teoria delle stringhe, che nella sua formulazione base, arrivo' a contemplare ben altre cinque dimensioni, per un totale di dieci. Molti i teorici che si avvicendano o collaborano alla stesura dei fondamenti che di volta in volta hanno assunto prospettive e varianti numerose. Ad oggi siamo giunti all'estremo di un numero che rasenta l'incredibile. Dieci elevato alla cinquecentesima potenza, rappresenterebbe il numero possibile di dimensioni, che, in un simile quadro, avrebbe molto in comune con la teoria everettiana sui molti mondi.  La differenza sostanziale risiederebbe nella natura fondamentale che le stringhe rappresentano. Esse si esplicherebbero nel classico territorio del "continuo", ovvero in riferimento alla fisica classica e sarebbero da individuare, benche' mai osservate, alla base dei costituenti dei famosi quark, le particelle ultime nella scala delle grandezze della materia. I quark che costituiscono il cuore dell'atomo, sarebbero costituiti da corde e/o anelli vibranti il cui movimento darebbe luogo all'energia necessaria per la sua conversione in massa e quindi della materia in senso piu' ampio. Benche' mai alcuna particella sinora ha mostrato quella realta' di corda vibrante, tutto l'impianto teorico trova corrispondenza esatta con le equazioni einsteniane circa il tessuto spazio-temporale. Il problema che si e' naturalmente frapposto fra la Relativita' Generale e la teoria delle stringhe e' consistito nella necessita' di aggiungere sei dimensioni suppletive affinche' ci fosse la quadratura matematica teorizzata. E' il caso di citare gli altri pionieri della teoria delle stringhe, il cui padre fondatore e' individuato in un fisico italiano, Gabriele Veneziano, seguito da Ed Witten e Leonard Susskind, che rappresentano altrettanti punti di riferimento basici internazionali. Se quindi la teoria del multiverso trova riferimento esplicito anche nella multidimensionalita' della realta', ne potremmo conseguire che la teoria quantistica everettiana potrebbe affiancarsi, se non in un prossimo futuro, alla teoria delle stringhe, costituendo il panorama completo delle previsioni sin qui esposte circa l'esistenza di piu' e differenti universi.



Fig. 39) Teoria sui Molti Mondi

12 maggio 2016 h.15.36


Fig. 40) L'Uovo, simbolo della creazione (in stringhe)


Tuttavia, benche' la teoria di supporto a tale ultimo panorama suggestivo, relativo all'ipotetica essenza delle particelle conosciute in stringhe vibranti a tutt'oggi mai dimostrate, abbia una struttura credibile e ben calibrata, Arno Penzias esprime il suo scetticismo per tutti i costrutti teorici emersi nel corso degli ultimi cinquant'anni che non hanno prodotto altro che teorie dotate di impianti eccellenti ma purtroppo inconcludenti. Le ulteriori dimensioni a cui la teoria citata riferisce, prende spunto dai quanto mai limitati strumenti a nostra disposizione per la percezione di dimensioni non percepibili. Come la visione di un comune tubo di gomma che a distanza elevata appare simile ad un capello bidimensionale, allo stesso modo la nostra percezione visiva e strumentale fallirebbe in molteplici e diversi contesti col risultato finale di una censura incontrovertibile a cio' che realmente risiede oltre. Si torna cosi' al "collasso della funzione d'onda", quale finzione alla stregua di una censura esercitata ai danni della "coerenza quantistica".  E cosi' varie altre previsioni teoriche occupano pagine e pagine di ricerche scientifiche senza mai approdare a concreti risultati inconfutabili. Supersimmetria, Super-Stringhe, Twistors, Gravita' Quantistica e quant'altro, rappresentano campi di studio tesi alla ricerca di una possibile unificazione generale dei concetti fondanti che per il momento, rappresentano solo in via frammentata e non compatta, per incompatibilita' e contraddizioni matematiche, il quadro complessivo scientifico relativo all'infinitamente grande e all'infinitamente piccolo, ovvero realta' cosmica e realta' subatomica. D'altronde senza ricerca e curiosita' non saremmo arrivati alle conclusioni attuali circa la decrittazione di un linguaggio matematico per sua natura pregnante di tutto l'esistente. Come Tegmark afferma, l'Universo non e' rappresentato da una descrizione matematica, e' esso stesso struttura matematica. Torna alla mente quanto presuntuosamente e pretestuosamente Leonhard Eulero, matematico di chiara fama, affermo', al fine di dimostrare l'esistenza di Dio al filosofo e ateo francese Denis Diderot. Tutto racchiuso in una formula algebrica.


Fig. 41) Formula di Eulero.

17 maggio 2016 h, 12.10


Fig. 42) Fuoco, Terra, Aria, Acqua.

Come detto, fra le incognite che ancora incuriosiscono e impegnano la scienza nella ricerca, vi sono materia ed energia oscura. In particolare, l'energia oscura, occupa regioni dell'Universo popolate da particelle virtuali. Un vuoto apparente in cui ribolle il magma quantistico di particelle, cosiddette virtuali per la loro prerogativa di emergere dal nulla per sparire immediatamente dopo. Le particelle virtuali furono individuate per la prima volta in quelle nuvolette di fotoni che roteano intorno all'elettrone e, per l'effetto d'emissione e riassorbimento d'energia, appaiono e scompaiono a seconda del salto quantico. Circa 11.5 miliardi di anni or sono, l'Universo subi' una transizione di fase in cui molto probabilmente si costitui' l'energia oscura, che ai giorni nostri e' appurato sia la causa principale dell'espansione dell'Universo stesso.  Aristotele conio' un termine da affiancare alle quattro forze fondamentali della natura, allora rappresentate dal fuoco, dall'acqua, dalla terra e dall'aria, che defini' quintesssenza, individuata nella supposta esistenza dell'etere, ritenuto essere un mezzo importante di propagazione, ma successivamente, ai tempi di Einstein, del tutto cancellato da ogni ipotesi scientifica. Anche le quattro forze della natura hanno subito sostituzioni, in relazione alle piu' recenti scoperte scientifiche. La forza forte, debole, elettromagnetica e gravitazionale, costituiscono attualmente le colonne fondanti il modello cosmologico standard. Ancora piu' recentemente, Steven Weinberg e John Glashow, sono riusciti ad unificare la forza elettromagnetica e debole, nell'unica denominata elettrodebole. In sostanza, ogni forza rappresenta il campo in cui si manifesta. Nella realta' macroscopica e' possibile rappresentare unicamente il campo elettromagnetico, la cui particella mediatrice e' il fotone, e il campo gravitazionale, la cui particella mediatrice sarebbe l'ipotetico gravitone. Gli altri due campi relativi alla forza nucleare forte ed alla forza debole, si compendiano rispettivamente nel potere d'attrazione che i gluoni, particelle che popolano i nuclei atomici, esercitano al fine di garantire compattezza assoluta fra i quark e nei decadimenti naturali di ogni altra particella. Nell'istante in cui l'Universo inizio' il processo di raffreddamento, comparve l'oramai scomparso campo di Higgs, la cui particella mediatrice e' il Bosone di Higgs, responsabile della formazione della massa in seno alle particelle. Nel 2000, invece, e' stata formulata la possibilita' di un modello che potesse ipoteticamente configurare una quinta forza, anch'essa denominata quintessenza e sovrintesa dal suo omonimo campo. Attualmente non si dispone di prove certe che la quintessenza rappresenti e spieghi l'esistenza dell'energia oscura, anzi, probabilmente il modello citato non e' particolarmente accreditato dalla comunita' scientifica internazionale, per le dubbie implicazioni del caso. Esso rappresenterebbe una costante dinamica, ovvero in continua evoluzione per l'effetto espansivo prodotto, a differenza della costante cosmologica statica che e' un principio introdotto da Einstein in base al quale ogni evento misurato possiede equivalenti proprieta' in qualsiasi regione dell'Universo. Non e' ancora ben chiara , dunque, la vera essenza dell'energia oscura, altrimenti detta quintessenza in onore ad Aristotele, ma cio' che appare ben chiaro, e' quanto affermo' Einstein, a proposito dei principi deontologici che dovrebbero costituire le basi di una scienza democratica e per tutti: «Chiunque si assuma la funzione di giudice nel campo della Verita' e della Conoscenza, e' destinato a naufragare nella risata degli Dei».


Fig. 43) Pulviscolo di Particelle Virtuali.

18 maggio 11.50 pm.


Quanto sopra esposto, circa l'energia oscura che alberga in seno al nostro Universo, riconduce sempre in via meramente teorica, a cio' di cui si e' trattato in merito all'esistenza dell'essere cosciente ed alla sua possibile manipolazione, in virtu' della gestione di ogni qualsivoglia azione personale da parte di entita' superiori, similarmente a quanto il film Matrix riferisce, con l'unica differenza che il lungometraggio tratta di individui automi creati dall'uomo stesso e la cui malignita' soggioga fisicamente e moralmente l'essere umano. L'illusione di essere individui coscienti e depositari del proprio libero arbitrio,  e' stato il tema di cui si e' discusso ad una recente conferenza sulla consapevolezza dell'individuo a Tucson ( Consciousness Tucson Conference), dove il maggior referente Stuart Hameroff, anestesista texano e fautore della teoria relativa alla natura quantistica dei microtubuli presenti nelle cellule neuronali, ha presenziato insieme a numerosi e importanti scienziati dei processi cognitivi e neuronali. L'idea che il cervello dell'essere umano sia rinchiuso in qualche dove entro uno spazio angusto, e che sia gestito alla stregua di un qualsiasi dispositivo per imporre scelte, azioni, pensieri come egli fosse l'immagine stereotipa della schiavitu' digitale, dopo un ventennio di sopite pulsioni, torna in auge con tutta la sua portata storica, aggiornata dai progressi sin qui effettuati. La realta' intorno a noi potrebbe non essere cio' che noi concepiamo, anche se ben giustificata. La virtualita' giunge alla simulazione fedele di tutto cio' che razionalmente si ritiene autentico. Clement Durell, gia' citato in occasione dei calcoli che conducono alle formule sulla relativita' speciale, esprime bene il concetto  in base al quale sarebbe possibile che l'esistenza dell'essere umano si esprima in un contesto che non e' quello elaborato e sperimentato nel corso dell'esistenza. E purtroppo, in mancanza del termine di paragone a cui riferirsi, risulta impossibile scoprirlo, se non da una moltitudine di indizi che conducono alla verita', fra cui la misura, ovvero le impercettibili differenze fra ogni grandezza.
20 maggio 2016 h. 1.24


Fig. 44) Essere Codificato



Il coinvolgimento di tutta la psiche dell'individuo appare essere connessa all'entanglement quantistico di cui l'energia oscura sarebbe il fulcro dinamico ove il software che gestisce l'esistenza della razza umana (?) si preoccupa di stabilire il percorso entro cui condurre l'esistenza. Tutti i sensi geneticamente evoluti nel corso dello sviluppo dell'essere umano, sarebbero altro che manopole ben calibrate e sintonizzate, per gestire olfatto, vista, udito, tatto e gusto. Potremmo assaporare un piatto gustoso e di bell'aspetto composto di sterco ben camuffato oppure avvertire l'inebriante profumo di un fiore e trovarci al cospetto di un uovo marcio.  Il campo d'intervento in base al quale lo sviluppo di tale azzardata quanto eroica previsione di teoria, risulta naturalmente essere la filosofia della scienza, che si preoccupa di individuare un percorso da affidare alla ricerca nei vari ambiti di competenza. Il link relativo alla conferenza di Tucson (Tucson Consciousness Conference), che conduce all'articolo di George Johnson, giornalista statunitense, richiama brevemente ogni questione trattata nell'evento. Colpisce particolarmente l'intreccio citato fra entanglement quantistico e medicina omeopatica. L'impianto teorico omeopatico di Hanemann, basa il principio della cura sull'effetto boomerang provocato dalla somministrazione di  micro quantita' dell'elemento sgradito al corpo per il potenziamento di tutto l'apparato immunitario. Benche' la scienza ufficiale non confermi la teoria omeopatica, il ricorso a tale specie di farmaci cresce via via col trascorrere degli anni, tanto da aver sviluppato un mercato significativo. Stranamente  v'e' un riscontro positivo dell'utenza, benche' la pratica scientifica critica il fatto che le sostanze diluite e dinamizzate in acqua distillata non rilascino traccia alcuna, in quanto l'acqua non risulta depositaria della facolta' della memoria.  Per la regola induttiva, si potrebbe azzardare l'accostamento del fenomeno anche alla medicina tradizionale allopatica, e per eccesso, persino alle varie patologie che i pazienti piu' o meno tristemente riscontrano. La malattia, quindi, potrebbe concorrere con i cinque sensi di cui l'individuo e' dotato, quale elemento presente nelle istruzioni dettate dal software installato nel computer quantistico sito nell'energia oscura. Si tratta eventualmente di individuare i gestori di tale macchina infernale che regola ogni piu' insignificante dettaglio della vita e della realta' che la circonda. Se la previsione di  teoria appena esposta rispondera' mai  al vero, se ne dedurrebbe l'esplicita convenienza economica paragonabile al profitto piu' bieco che mai si sia registrato in terra, parte anch'esso dei risultati e delle aspettative insite nel sofisticato software, evidentemente gestito da una perversione imperialista e assolutista.



Fig. 45) Universo Corrotto

20 maggio 2016 h. 13.21

La visione particolare di Max Tegmark, circa la clonazione dei corpi umani e/o sinanche del solo cervello, puo' essere ricondotta, in via unicamente similare, al concetto elaborato dal filosofo Hilary Putnam, relativo alla possibilita' dell'esistenza, in qualche dove, di cervelli la cui funzione, attraverso connessioni di tipo entanglement quantistico, consisterebbe nell'organizzazione dell'insieme di caratteristiche di cui i cervelli umani sono dotati, ovvero, una sorta di guida in grado di potenziare o diminuire le eventuali facolta' di cui ogni organismo dispone. Nel corso della presente trattazione, si e' accennato ai filoni genetici ovvero alla serie di similarita' esistenti fra un individuo e l'altro, che ineriscono sia al soma che alle prerogative caratteriali. Avviene non di rado, infatti, di riconoscere in atteggiamenti e/o caratteristiche somatiche dell'interlocutore cui abbiamo di fronte, altri individui piu' o meno simili, a seconda del grado di connessione o dell'evoluzione genetica. Cosi' un filone raggruppa queste o quelle caratteristiche che, con perizia scientifica, costituiscono la catalogazione del filone stesso. E' pressoche' impensabile che per ogni cervello dei sette ed oltre miliardi di individui esistenti in terra, ne esistano altrettanti altrove con la funzione di gestire e indirizzare quelli presenti sulla terra. Risulta invece piu' logica l'assimilazione di ogni filone genetico esistente all'unico cervello capostipite, le cui direttive influenzano l'intero gruppo a cui il filone appartiene. In sostanza, avremo una sorta di corrispondenza a quanto si e' accennato relativamente alla proliferazione dei molti mondi sferici che costituiscono il Multiverso di Livello 2. I filoni genetici nascono e proliferano secondo le medesime regole base che governano la proliferazione degli universi, ovvero osservando il principio di base della meccanica quantistica, la quale struttura l'emissione o l'assorbimento per pacchetti discreti della piu' piccola quantita' di energia.  Un'alternativa a tale tipo di visione consisterebbe nell'unicita' dell'esistenza,(fig. 46) ossia, ogni universo e' dedicato a un individuo autentico circondato da individui cloni che altro sarebbero se non frattali di individui autentici esistenti ognuno nel proprio mondo bolla. L'esplorazione fin qui sondata costituisce naturalmente il frutto di visioni e previsioni di teorie che nel tempo si sono susseguite alimentando l'immaginazione oltre i confini del credibile, ma se la mente riflettesse per un attimo alla scoperta dei campi (elettromagnetico, gravitazionale, Higgs, etc.) ed alla loro associazione ai fenomeni naturali terrestri e dell'Universo e soprattutto alla loro impercettibile essenza, allora ogni campo d'indagine diviene materia suscettibile di approfondimento senza confini, alla luce di ogni piccolo progresso sin qui raggiunto.


Fig. 46) Unicita' dell'Esistenza

24 maggio 2016 h.16.27  Mario R. Zampella


Fig. 47) La Vita

In riferimento ai filoni genetici di cui si e' appena accennato, sarebbe necessario rimettere in gioco la questione della sovrapposizione quantistica, per una piu' semplice trattazione che riesca a collegare la genetica alla meccanica quantistica. La sovrapposizione quantistica riferisce ad uno stato in cui le probabilita' che un evento si manifesti ai nostri occhi, sono molteplici. Un esempio semplice, che rimarchi la differenza fra stato di decoerenza  e coerenza quantistica puo' essere rappresentato dal bit e qbit, ovvero, rispettivamente, il sistema binario su cui gli attuali computer domestici basano le proprie risorse di calcolo ed il sistema quantistico che moltiplica le potenzialita' di calcolo in via esponenziale. Il sistema binario prevede un istruzione di base fondata su due numeri alternativi, lo zero e l'uno, ed uno esclude l'altro. Il sistema quantistico invece, istruisce le informazioni non alternativamente ma sovrapponendo i due numeri citati, fornendo cosi' una maggiore quanto veloce potenza di calcolo. Gli esperimenti in corso per la realizzazione di tale nuova generazione computazionale, per evitare di incorrere nel piu' volte citato collasso della funzione d'onda, debbono essere condotti in ambienti molto freddi e bui, al fine di isolare il sistema in corso di esperimento dalle perturbazioni circostanti, che possono essere la materia, o i fotoni o la nostra semplice osservazione. Geneticamente parlando, oltre ai citati microtubuli del citoscheletro neuronale, ipotizzati da Hameroff e Penrose, esiste una variante di sovrapposizione in ambiente del tutto desincronizzato, ovvero, non bisognoso di un sistema isolato al pari degli esperimenti di cui sopra relativi al computer quantistico. E' improprio definire tale manifestazione quale una vera e propria sovrapposizione, ma, per gli effetti strabilianti che ne conseguono, la si puo' serenamente affiancare allo stato di coerenza quantistica. Si tratta delle "chimere" ossia casuale quanto rarissimo evento in cui, due ovuli femminili fecondati, si fondono in un unico ambiente per dare vita a un individuo il cui DNA e' costituito da una duplice fonte. In pratica, quando la fecondazione e' gemellare, nel corso dello sviluppo embrionale puo' accadere, molto raramente, che un ovulo assorba l'altro per costituire un'unica forma vivente con le caratteristiche di due. Il prodotto genetico di tale fusione si compendia in un essere vivente il cui DNA e' duplice, in via similare alla sovrapposizione quantistica, in ambiente per nulla isolato. Questa fattispecie conferisce all'intero apparato metabolico una potentissima autodifesa e capacita' di adattamento all'ambiente circostante, in quanto le istruzioni dettate dalla doppia molecola, quasi come un computer quantistico, si sovrappongono perfezionando tutte o quasi tutte le falle derivanti da fattori genetici pregressi o mutazioni possibili durante l'arco della vita. Benche' i casi rilevati di gemelli chimere siano davvero esigui, nell'ordine di una cinquantina in tutto il mondo, da diverse fonti e' diffusa la smentita circa tale rarita', probabilmente legata ai progressi dell'ingegneria genetica, la quale, avrebbe davvero poche difficolta' ad implementare un sistema di riproduzione simile per una selezione tanto capillare quanto di dubbia correttezza etica per i rischi di malformazioni (Caso Lentini) e sindromi connesse, delle future generazioni. 


Fig. 48) Chimera

30 maggio 2016 h. 6.00

L'essere umano, quindi, quale tassello significativo e insostituibile di un grande meccanismo che scavalca ogni piu' vasta immaginazione. Le previsioni di teoria everettiane, a lungo congelate alla stregua di novelle fantascientifiche, riprendono vigore in seno alle menti piu' brillanti del nostro tempo,  grazie anche e soprattutto ai successi sin qui registrati.  Dai tempi di Keplero, Copernico e Galileo, in cui andarono definendosi con assoluta certezza il moto e la posizione dei pianeti del nostro piccolo sistema solare, sino alla scoperta di un altro sistema solare in miniatura, quello dell'atomo. E poi ancora, oltre, verso le origini del nostro piccolo universo, dove tutto ebbe inizio, o, per come la interpreta Tegmark, dove l'inflazione ebbe fine per dar luogo alla materia. Quindi i molti mondi, nella visione quantistica e quella relativistica delle stringhe, dimensioni a noi ignote e spazi infiniti in cui il pensiero vacilla al cospetto di tale inimmaginabile grandezza. E la fragilita' che l'ignoto incute, determina quel vuoto esistente sin dalla prima comparsa dell'uomo, di cui nessuno e' in grado di riferire. Taluno lo riempie con la fede religiosa, talaltro col razionalismo scettico di estrazione agnostica e talaltro ancora con equazioni e funzioni matematiche. La rincorsa alla verita' nacque innalzando i primi totem verso la volta celeste, prima incognita da cui l'immaginazione prolifero' verso l'esistenza di Dei circondati da entita' divine. Si e' citato Zecharia Sitchin, l'archeologo paleografo, le cui interpretazioni relative a graffiti e tracce rupestri  delle civilta' preistoriche, indicano la possibilita' dell'esistenza di uno sguardo superiore, tecnologicamente molto piu' avanzato, responsabile di un eventuale editing genetico sull'essere umano per migliorarne le facolta' intellettive. 


Fig. 49) Lo Sguardo Superiore


Tutt'ora innalziamo totem ma simbolicamente diversi. Il cielo e' una frontiera che dista 130 Km da ogni punto della terra, oltre il quale lo spazio del Multiverso di Livello I ci attende, con le Fasce di Van Allen, le galassie, gli ammassi stellari, i buchi neri, i pianeti, l'energia oscura e la materia oscura. Abbiamo esplorato la Luna, benche' qualcuno ne dubiti, e siamo in procinto di partire per Marte.  Abbiamo spedito sonde per catturare informazioni e scoprire eventuali amici non terrestri. Con gli acceleratori di particelle stiamo studiando reazioni risalenti a pochi istanti dopo il Grande Bang ed abbiamo scoperto che dietro lo schermo in cui la realta' visibile e' proiettata, ne esiste un'altra frammentata e intrigante. Abbiamo ipotizzato universi paralleli al nostro (Il Multiverso di Livello II), che obbediscono in via analoga alla vita in terra, al mito della creazione e della distruzione, come bolle di sapone che una volta in volo si dissolvono dopo un po'. 


Fig. 50) Mondi Bolle


E poi realta' speculari, dove il tempo modifica le sue coordinate e l'entropia trova il suo equilibrio. Quindi la bizzarria clonica, probabilita' diffuse di eventi in cui ogni finale e' diverso dall'altro. L'infinita' delle soluzioni possibili e dei propri corpi e/o cervelli. Lo spazio quantistico di Hilbert, dove avviene lo sdoppiamento di ogni piu' piccolo e insignificante evento. Abbiamo scoperto l'asimmetria in cui galleggiamo e procuriamo il caos di proposito per valutarne gli effetti. Quindi la simmetria di gauge e la possibile figura geometrica che potrebbe racchiudere e confezionare il tutto (Il Multiverso di Livello IV), che sia un cubo, una sfera o quant'altro di simmetrico. Ma il vuoto resta ed e' ancora infinito, e ancora il termine infinito denuncia la nostra estrema fragilita' e caducita' quand'anche ognuno rappresenti forse meno di un atomo nel grande meccanismo che lo dirige.


Fig. 51) Multiverso di Livello IV

30 maggio 2016 h. 7.55


Il presente Blog e' dedicato ai padri fondatori della Costituzione Italiana che all'art. 33 cosi' stabilisce: L'Arte e la Scienza sono libere e libero ne e' l'insegnamento. C. 2, 3 , 4 , 5 , 6 omissis.